Vito Branca, presidente di Riscossione Sicilia, deve restituire alla Regione gli ultimi due anni di stipendio. Lo ha stabilito la Ragioneria generale di Palazzo d’Orleans, come riporta ‘Repubblica’, in funzione di una norma che obbligherebbe l’avvocato catanese, fedelissimo di Musumeci, a rinunciare agli emolumenti a partire dal settantesimo anno di età. Ma Branca, che ha appena compiuto 72 anni, si oppone fermamente: “L’unico organo legittimato a disporre la revoca della mia persona dalla carica di amministratore, con perdita del relativo compenso è l’assemblea della società”. Adesso è scontro frontale con Ignazio Tozzo, il ragioniere generale, la cui lettera è giudicata “una grave ed illegittima turbativa nei confronti dell’attuale delicatissima fase che coinvolge la società”. Da qui l’ipotesi di citare la Ragioneria in sede civile per le “conseguenze e i danni che potranno derivare alla mia persona e a Riscossione Sicilia dalla vostra incauta e temeraria iniziativa”.

Di recente la figura di Branca era entrata di straforo nello scandalo che ha investito Sicula Trasporti, la società dei rifiuti di Nino Leonardi (arrestato), di cui l’avvocato catanese era presidente del Cda. Il Movimento 5 Stelle ne aveva chiesto le dimissioni, ma Musumeci lo difese a spada tratta, facendo visita alla sede di Riscossione Sicilia qualche ora dopo il blackout della discarica di Lentini.