Qualcuno salvi la Federico II. Doveva essere un punto di riferimento culturale per tutta la Sicilia, un fascio di luce in grado di illuminare non solo le meraviglie di Palazzo dei Normanni ma anche il grigiore di un’Assemblea regionale trasformata nella dimora di una casta sempre più aggrappata ai propri privilegi. Era una Fondazione prestigiosa ed è diventata il refugium peccatorum, la pattumiera dove il presidente Gaetano Galvagno ricovera gli impresentabili del suo cerchio magico, indagati come lui per corruzione. Non bastava avere consegnato chiavi e budget a Sabrina De Capitani, l’ex portavoce calata dal Nord per intrecciare affari, intrighi e mazzette. E’ transitato dall’Ars alla Fondazione anche Salvatore Pintaudi, l’addetto stampa che ha sgraffignato ottomila euro all’impresario Nuccio La Ferlita, altro membro della benemerita compagnia degli scandali.