C’era una volta un Pd legalitario, intransigente, moralista, moralizzatore e, a tratti, anche forcaiolo. Il Partito democratico di oggi invece si lascia abbindolare dal cuffarismo di Cateno De Luca e alcuni dei suoi deputati più autorevoli, come Nello Dipasquale e Fabio Venezia, consentono addirittura al leader di Sud chiama Nord di indicarli come futuri assessori del suo fantomatico governo di liberazione della Sicilia: finirebbero per ritrovarsi – come pionieri, o avanguardisti – in compagnia di Mauro Pantò, l’indecente campione del clientelismo più spregiudicato che lo stesso Totò Vasa Vasa aveva ritenuto di buttare nella pattumiera e che Cateno ha puntualmente ripescato, restituendogli di fatto agibilità politica. Peccato. Il Pd degli inciuci e delle mance ha perso già buona parte della sua storia. Civettando con De Luca rischia di perdere pure la faccia.