Nel trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci, il procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, afferma che “la politica deve espellere in modo deciso le mele marce dai partiti”. Lo dice nel nome di Giovanni Falcone. “Il rischio della normalizzazione nella lotta alla mafia – precisa – attraversa trasversalmente la società, le istituzioni e anche la politica. Che deve sapere alzare in maniera sempre più decisa una barriera etica nei confronti di personaggi discussi, di gente in grado di spostare voti in maniera opaca o di fare promesse che hanno un’aria di ricatto verso chi le accetta”. Sono parole forti. Anche perché provengono da un magistrato di indiscusso equilibrio e di altissima sensibilità giuridica. Ma la politica, in Sicilia, non allontana – purtroppo – nessuna mela marcia. Inquisiti e rinviati a giudizio sono tutti lì, inchiodati alle poltrone.