Salvatore Borsellino, stregato dai teoremi costruiti sulla strage di via D’Amelio da tre magistrati in carriera, aveva lanciato il suo anatema. “Alla presidente del Consiglio non posso che lanciare il messaggio di smetterla di dire di ispirarsi alla figura di Paolo Borsellino”, aveva dichiarato l’altro ieri il fratello del giudice ucciso dal tritolo mafioso. Ma Giorgia Meloni francamente se n’è infischiata. E con lei tutto lo stato maggiore di Fratelli d’Italia che in una maratona – “Parliamo di mafia” – avviata a Palermo nel giorno del trentaquattresimo anniversario della strage hanno riconosciuto a Chiara Colosimo, presidente della Commissione antimafia, il merito di avere dato slancio e credibilità alla pista “mafia e appalti” testardamente sottovalutata proprio da quei magistrati politicizzati che il fanatismo di Salvatore Borsellino continua a santificare.