Luca Sbardella più che un commissario è un porta ordini: ma non gli ordini di Giorgia Meloni o di Giovanni Donzelli; lui obbedisce ai mandati che gli arrivano dai boss della corrente turistica di Fratelli d’Italia: cioè dalla lobby che, con il Balilla, ha bruciato già montagne di denaro pubblico e, con Elvira Amata, rinviata a giudizio per corruzione, vuole tenacemente insistere sulla via dello scandalo. Altra figura evanescente è quella di Nino Minardo, ufficialmente commissario di Forza Italia. Schifani gliela ha fatta sotto il naso. Prima che l’uomo di Tajani si insediasse in Sicilia, il presidente della Regione, con un blitz, si è portato a casa il ricco assessorato della Sanità e ha chiuso la porta in faccia a tutti i deputati azzurri. A Minardo non resta che trastullarsi, ai giardinetti, con la gioventù forzista di Simone Leoni, l’ultimo dei piritolli.