Luoghi della memoria
non della purificazione
C’è l’antimafia dei comportamenti e l’antimafia delle cerimonie. I luoghi della memoria sono pilastri di civiltà: ci ricordano uomini e momenti che hanno segnato la nostra storia e che hanno consentito a questo paese di conquistare diritti e libertà. Il Museo del Presente è uno di questi: ci ricorda il sacrificio di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e dei tanti eroi che hanno versato il proprio sangue per affrancarci dalla sudditanza e dalla violenza mafiosa. Ovviamente le porte sono aperte a tutti e tutti sono i bene accetti. Ma sarebbe a dir poco omertoso negare che una certa politica – quella più disinvolta – utilizza questi luoghi come un fiume sacro: ci si immerge e si esce purificati. La commozione può essere pure sincera ma spesso, troppo spesso la liturgia..