Ma il bravo Razza
poteva restare in sella

Con quella tonalità littoria che gli è rimasta appiccicata sulla pelle, Nello Musumeci ha emesso poche ore fa un’altra sentenza. Ha detto che Ruggero Razza “è stato il migliore assessore regionale alla Sanità degli ultimi 75 anni”. Praticamente da sempre: l’autonomia regionale, fin dalla sua istituzione, non ha conosciuto un amministratore più bravo, più onesto, più efficiente. Ma se il presidente della Regione ha questa granitica opinione e se è vero, come ha dichiarato in pubblico, che l’inchiesta di Trapani è il frutto avvelenato di una manovra ordita dai soliti “delinquenti politici” e dunque “fondata sul nulla” perché ha accettato le sue dimissioni? Perché ha lasciato che Razza – una persona perbene, accerchiata da iene e sciacalli – tornasse al suo lavoro di avvocato penalista? Ma si sa: tra il..

Contagiato dal bullismo
anche il colonnello Nello

Fino all’altro ieri pensavamo che i nervi fossero saltati solo al bullo. Che, come si sa, è una macchietta della politica e se non vi bastano le cose già viste, ascoltate le parole che usa in una conversazione con Cateno De Luca, sindaco di Messina. Ma il guaio è che, a forza di frequentare il bullo, si è ammalato di bullismo anche il governatore Musumeci, che tutti credevamo uomo politico moderato. Stretto tra due scandali – da un lato il naufragio della legge Finanziaria e dall’altro la tempesta giudiziaria che ha travolto Ruggero Razza, assessore alla Sanità – il colonnello Nello, in un incontro con i manager delle Asp, ha preso di petto i magistrati. Parlando di Razza ha riportato la matrice del terremoto a non meglio identificati “delinquenti politici”..

L’uomo dell’emergenza
cade sempre dal pero

Fino all’altro ieri era facile credere che lo sport principale della politica fosse il salto della quaglia: bastava guardare la facilità con la quale deputati e senatori, consiglieri regionali e comunali transitano da un partito all’altro pur di accaparrarsi uno strapuntino al tavolo del potere. Ma il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, no. Lui non salta da nessuna parte. Il suo sport preferito è la caduta dal pero. Claudio Reale, attento cronista di Repubblica, ha elencato fatti e circostanze. Appena c’è odore di scandalo, il colonnello Nello puntualmente mostra il suo stupore e la sua sorpresa: lui non c’era, e se c’era dormiva. E’ successo per tutte le inefficienze e i sospetti venuti a galla in quest’anno maledetto del Covid. Ma non era il commissario straordinario per l’emergenza? Sì, forse,..

Il governo s’è convertito
Benvenuto, garantismo

Evviva. Finalmente il garantismo è diventato patrimonio del governo regionale. Non c’è assessore che non affermi la sacralità dello stato di diritto, che non denunci la brutalità del circo mediatico giudiziario, che non inorridisca davanti alle intercettazioni date in pasto alla stampa, che non meni scandalo per la gogna toccata a Ruggero Razza, il figlio prediletto del presidente Nello Musumeci, finito nel tritacarne della magistratura per lo scandalo dei dati sul Covid taroccati allo scopo di evitare la zona rossa. E’ un vento benefico, quello del garantismo. Spazza via anche le intemerate volgari e giustizialiste di chi, fino all’altro ieri, ha fatto di tutto a Palazzo dei Normanni per criminalizzare un deputato che, pur colpito da un avviso di garanzia come quello di Razza, aveva avuto la sfrontatezza di chiedere..

Musumeci ingannato
ma dai suoi “magliari”

I magistrati che hanno scatenato quest’ultima bufera sull’assessorato della Sanità hanno tenuto a precisare che il presidente della Regione, Nello Musumeci, “sarebbe stato ingannato”. Escludono un coinvolgimento, una colpa, una sua responsabilità. Se i dati sul Covid sono stati falsificati, tutto è avvenuto a sua insaputa. Meno male: un avviso di garanzia notificato a Palazzo d’Orleans avrebbe provocato una crisi lunga e devastante. Ma l’inganno getta comunque sul governo una sgradevole ombra politica. Il colonnello Nello è un uomo sulla cui onestà non si può sollevare alcun dubbio. Sorgono molti dubbi invece sulla serietà degli assessori che lo affiancano più da vicino e che un giorno traccheggiano con le poste di bilancio e il giorno dopo con le cifre della pandemia. Avranno anche portato un punto di consenso al governatore..

E’ passato un mese
Chi si ricorda di Conte?

Non più di un mese fa sembrava che il mondo girasse attorno a lui, che senza la sua guida l’Italia sarebbe precipitata nella crisi più nera. Matteo Renzi lo attaccava senza pietà, i parlamentari grillini lo difendevano come una falange, i massimi esponenti del Pd aizzavano le truppe alla battaglia finale: “O Conte o morte”. Ma dopo trenta giorni chi si ricorda più di Giuseppi, del presidente del Consiglio che, da eroe disarmato, fece un discorso eroico e descamisado davanti a Palazzo Chigi? Nessuno. Nei giorni caldi della resistenza le previsioni dicevano che avrebbe preso il comando dei Cinque Stelle e che sarebbe stato per loro il sol dell’avvenire. Ma Davide Casaleggio, patron della piattaforma Rousseau, lo tiene stretto all’angolo con la carta bollata, mentre Beppe Grillo, l’elevato, lancia i..

La Sicilia sottosopra
dei vaccini e dei potenti

Oggi la vogliono cotta e domani la vogliono cruda. Oggi vogliono procedere per categorie, ma domani la regola sarà rigorosamente quella delle fasce di età. Oggi si lamentano della folla che invade i padiglioni della Fiera, ma subito dopo aprono le porte alla valanga di quelli che non si sono prenotati. Oggi dicono che mancano i medici e gli infermieri e il giorno successivo sostengono che la confusione è da addebitare alle dosi che non arrivano. Oggi il commissario dichiara che dimezzerà le prenotazioni e bacchetta i palermitani perché troppo invadenti e poco civili; ma dopo qualche ora ci ripensa e annuncia che tutto continuerà come prima. E’ la Sicilia del pressappoco e del sottosopra. Dove si vaccinano i magistrati, anche quelli di trent’anni, perché troppo potenti; ma si lasciano..

Inefficienti e prepotenti
Ritratto di due assessori

Mamma mia quanti insulti, quante minacce, quanti avvertimenti. Noi non abbiamo fatto altro che il nostro lavoro, ma loro – i dioscuri di Nello Musumeci, presidente della Regione – non sopportano la verità. Noi abbiamo denunciato limiti e trucchi di una Finanziaria opaca e priva di certezze ma l’assessore, anziché dare una spiegazione ai siciliani che invocano un sostegno, risponde con una intimidazione. Poi abbiamo portato allo scoperto l’umiliazione e la mortificazione di centinaia di sventurati costretti ad aspettare sotto la pioggia il turno per vaccinarsi; ma l’assessore, anziché scusarsi con chi è stato abbandonato sul marciapiede, accusa il giornale di non avere raccontato il bene che lui ha fatto alla Sicilia e farfuglia teorie sullo sciacallaggio dell’informazione. Aiuto. Qualcuno ci salvi dall’inefficienza della politica. Ma anche dalla sua prepotenza.

Gli schiaffi alla Sicilia
che Musumeci non vede

Ma questo Musumeci, questo colonnello venuto dal nerofondo della storia, quando avrà un sussulto di dignità politica? All’Assemblea regionale i deputati di destra e di sinistra affondano, colpo dopo colpo, la Finanziaria allestita da un assessore incapace di mettere insieme quattro numeri senza trucco e senza inganno. Alla Fiera del Mediterraneo di Palermo un altro suo assessore – Ruggero Razza, responsabile della Sanità – ha messo in piedi una macchina del disonore. Centinaia di sventurati, deboli e vulnerabili, sono costretti a incolonnarsi per ore prima di vaccinarsi. Aspettano sul marciapiede, al freddo, senza una sedia, senza possibilità di andare in bagno, lasciati a marcire in un assembramento che umilia e mortifica. Ma il governatore fa finta di non vedere. I suoi bulli schiaffeggiano la Sicilia e lui, il Gran Pavido,..

C’è un altro bullo,
quello per i vaccini

Il presidente della Regione inaugura ogni giorno un hub per le vaccinazioni. Taglia nastri ma non si occupa delle categorie che soffrono: dice che i ristori arriveranno con la nuova Finanziaria ma sa bene che il bilancio approntato dal suo bullo di fiducia è un colabrodo senza capo né coda, un altro bluff destinato a imbalsamare per il secondo anno la Sicilia. L’unica speranza è che, tra una inaugurazione e l’altra, si accorga delle condizioni in cui si sono ritrovati alla Fiera del Mediterraneo di Palermo centinaia di “soggetti fragili” in fila per il vaccino e costretti ad attendere il loro turno al freddo e al gelo. Era così difficile trasformare un padiglione in una sala d’attesa? Certo, doveva pensarci il commissario per il Covid. Ma in Sicilia i guai..