Qualcuno risponda
sul caso Montante

E ora chi lo dice a Claudio Fava, il deputato che più di ogni altro ha scavato nei fondali limacciosi del caso Montante, che bisognerà aggiornare il registro dei sospetti e dei mascariamenti? Chi glielo dice alle anime belle che bisognerà aggiornare l’elenco dei reprobi – politici, magistrati, giornalisti, poliziotti – che facevano da corona all’antimafia farlocca dell’ex presidente di Sicindustria? Crocetta e Lumia non bastano più. E non bastano più nemmeno Angelino Alfano e Giorgio Napolitano. Perché lui, l’imputato Antonello Montante di Serradifalco, già condannato in primo grado per dossieraggio, l’altro ieri si è presentato in appello a Caltanissetta e ha detto che fino al 2018 andavano alla sua corte, per chiedere consigli, anche Musumeci e Armao, presidente e vice presidente della Regione. Vero o falso? Spetta alla commissione..

Poe e il giornale
più grande che c’è

In cinquant’anni di mestiere ho frequentato giornali di ogni genere e qualità. Ho lavorato a L’Ora e al Giornale di Sicilia, ho frequentato i professionisti de La Sicilia e della Gazzetta del Sud, ho letto le loro cronache, le loro inchieste, i loro approfondimenti; ho seguito le loro battaglie civili. Oggi scopro che per cinquant’anni sono stato a dir poco distratto. Non mi sono accorto che nel frattempo cresceva, nel mio mondo, un gigante dell’informazione: il Quotidiano di Sicilia. Lo apprendo per caso oggi 11 giugno 2021, leggendo a pagina 26 di Repubblica, che il suddetto QdS è, manco a dirlo, il quotidiano più diffuso dell’Isola. Vanta ogni giorno una diffusione di 17.584 copie contro le 9.388 de La Sicilia e le 7.988 del Giornale di Sicilia. Confesso di essere..

Le due carte vincenti
del colonnello Nello

Solo Musumeci, solo lui, può ancora credere all’ipotesi di una ricandidatura. Se il nostro presidente avesse gettato uno sguardo al disastro che lo circonda forse avrebbe avuto il pudore di accantonare l’ipotesi malsana di riproporsi alla guida della Sicilia. Il colonnello Nello, diciamolo, ha puntato tutte le carte del suo regno su due fedelissimi: Ruggero Razza e Gaetano Armao. Il primo, con i morti da spalmare e l’inchiesta giudiziaria che ne è seguita, ha trascinato il governo sul palcoscenico del disgusto e dell’impresentabilità. Il secondo, meglio conosciuto come il bullo del quartierino, ha confezionato due Finanziarie di cartone, piene di azzardi e di errori, che hanno portato la Regione all’ingovernabilità. Due uomini, due successi.

Salvini, la Chiesa
e l’amica del giaguaro

Matteo Salvini che regala coroncine del Rosario e dispensa benedizioni da Fatima non s’illuda adesso d’avere la Chiesa dalla sua. Padre Livio, il direttore di Radio Maria, gli fa da padre spirituale ma il leader leghista metta in conto l’atavico cinismo del potere vaticano. E gli basti l’esempio di Francisco Franco quando (coi comunisti e i repubblicani che ammazzavano i sacerdoti, i seminaristi e le suore in ogni dove), sollevava gli eserciti a difesa della cristianità in Spagna, restituiva la Chiesa alla sua centralità a Madrid per ritrovarla – passato manco un solo giorno – già nemica irriducibile. Amica del Giaguaro. Come sempre. Da sempre.

Lo scempio di Palermo
appartiene a tutti noi

Altro che eroe civile, altro che paladino antimafia. Leoluca Orlando – un attore ormai bolso, senza fiato e senza idee – è riuscito a mitradizzare Palermo e i palermitani. Questa città assorbe ogni veleno e ogni nefandezza. Prendiamo l’ultima scempiaggine. Il bilancio del Comune è alle soglie del fallimento e il sindaco, per tenere in piedi la baracca, tenta di rastrellare la tassa sui rifiuti attraverso le bollette dell’Enel, come fa la Rai con il canone. In ogni altro luogo del pianeta, i cittadini sarebbero insorti, contestando lo scandalo della Rap, l’azienda municipale che ha trasformato Palermo in un letamaio. Ma a Leoluca si perdona tutto. Anche le novecento bare accatastate, con callida disumanità, in un baraccone dei Rotoli; anche il disastro del traffico, gestito da un assessore “de sinistra”..

La Regione chiede
ma Roma la ignora

Lo so che può sembrare ingeneroso, ma bisogna dirlo: quando un assessore regionale va a Roma, non se lo fila nessuno. Persino il bullo – che è il più piritollo della compagnia – è costretto ad ammettere che non c’è un ministro della Repubblica disposto a concedere alla Sicilia un minimo di attenzione. “Mi è arrivato un messaggio da un amico, dirigente Rai: voleva venire in Sicilia dal 29 al 31 maggio ma per due biglietti aerei da Roma l’Alitalia ha chiesto 993,62 euro”, ha piagnucolato ieri durante una conferenza stampa sul turismo. Per carità, Palazzo Chigi avrà pure le sue colpe; il ministro dei Trasporti e quello per il Sud saranno pure insensibili di fronte alla necessità di calmierare il costo di un viaggio dal Nord alla Sicilia, ma..

Qualcosa di non detto
sulle stragi e i mandanti

Ora che la cerimonia del ricordo si è conclusa, ora che il Presidente della Repubblica ha tenuto il suo coraggioso discorso: “Nessuna zona grigia, o si sta contro la mafia o si è complici”; ora che la retorica ha fatto, anche per il ventinovesimo anno, il suo corso e le lenzuola bianche sono riapparse in quasi tutte le città d’Italia, ora è venuto il momento di dire qualcosa che vada poco al di là del luogo comune e che dica sugli attentati di Capaci e via D’Amelio qualcosa che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avrebbero voluto sentirsi dire. Un suggerimento non banale viene da Massimo Martinelli, direttore del Messaggero, quotidiano di Roma: “Se dopo trent’anni e una valanga di ‘pentiti’ ancora si cercano i mandanti delle stragi, i casi sono..

Chi salverà Denise
dal cinismo di Barbara?

Hic genuflectur. Davanti a Piera Maggio bisogna genuflettersi e attendere con tutta la speranza del cuore che la mamma di Mazara del Vallo possa un giorno riabbracciare Denise, la bambina che diciassette anni fa le è stata rapita sotto casa. Ma il circo mediatico costruito attorno alla tragedia comincia già a inorridire. Non c’è rete televisiva, da Chi l’ha visto a Quarto Grado, che non prometta uno scoop o una verità in esclusiva. Si reclutano avvocati e sospettati, testimoni e vicini di casa, criminologi e opinionisti; persino ex procuratori che lamentano la mala gestione delle indagini e dei processi che si sono celebrati e non sono approdati a nulla. Ma attenzione: appena vedete Barbara D’Urso avventarsi, con le sue lacrime finte, sul dolore di Piera Maggio potete star certi che..

L’inarrestabile declino
di un impero di carta

C’era una volta un impero di carta, con a capo un comico che coniava insulti per ogni uomo della terra. Era l’impero del vaffa, dell’uno vale uno, delle scempiaggini e dell’onestà-tà-tà. Che ne sarà? La fine sembra segnata. Beppe Grillo, l’elevato, si è impiccato all’albero del suo giustizialismo. Fofò Bonafede, il giureconsulto di via Arenula, non si sa in quale caverna del diritto si sia nascosto. Domenico Arcuri, onnipotente commissario dell’emergenza Covid, ha il fiato sul collo di un’indagine molto pesante per l’acquisto delle mascherine farlocche. Lucia Azzolina, quella dei banchi con le rotelle, è già precipitata nell’oblio. Come l’altra ministra, Nunzia Catalfo. Ieri, finalmente, è stato rispedito nel Mississippi anche Mimmo Parisi, il capitano di ventura che doveva sorprenderci con gli effetti speciali del reddito di cittadinanza. Non li..

Forza, Nello
Facce Tarzan

"A’ Nello, facce Tarzan". E lui, Nello Musumeci è salito subito sul ring a mostrare i muscoli, a lodare il suo governo e il suo cerchio magico, a illustrare le conquiste in materia di Sanità e di lotta al Covid, a testare il terreno per un rientro in pompa magna dell’assessore Ruggero Razza, suo consigliere politico prediletto. E’ in grande spolvero il nostro amato governatore. Cavalca il Ponte sullo Stretto col furore e l’ardore di un Conquistador. Pretende rispetto dagli alleati e da tutti i partiti di centrodestra. E annuncia urbi et orbi che lui, al prossimo giro, si ricandiderà con la certezza di vincere e di governare altri cinque anni con gli stessi uomini e gli stessi metodi che tanto prestigio e tanti sostegni hanno assicurato alla Sicilia in..