Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars, è nella polvere, schiantato da un’inchiesta per corruzione che chiama in causa lui e il suo cerchio magico. Renato Schifani, presidente della Regione, è nelle sabbie mobili accerchiato dai franchi tiratori: più si agita e più sprofonda. Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, è un trombone sfiatato che insegue, senza trovarli, gli spicciafaccende dell’ufficio anagrafe. Diciamolo: il centrodestra è senza speranze, affossato dalla questione morale e dalle faide interne. Ma se Atene piange, Sparta non ride. Anche i partiti dell’opposizione sono diventati impresentabili. Galvagno, dopo averli coinvolti nei giochi proibiti del Consiglio di presidenza, ieri li ha chiamati in correità per le mance. Ormai convocano la stampa per meglio sputtanarsi tra di loro. E la stampa va. Felice di soffiare col suo ventaglio su tutta questa melma.
