Il governo regionale continua a navigare a vista. Sulla rete ospedaliera, uno dei dossier più delicati della legislatura, Renato Schifani ha deciso di tirare il freno. La mappa definitiva delle strutture sanitarie siciliane potrebbe slittare a dicembre: cinque mesi in più per tentare di ricomporre una maggioranza divisa e placare le polemiche che arrivano anche dai territori. La giornata in commissione Salute, ieri, era iniziata con l’illustrazione delle modifiche al piano da parte dell’assessora Daniela Faraoni e dei dirigenti Salvatore Iacolino e Giacomo Scalzo. Ma il vero assist al governo è arrivato da Roma: il Ministero della Salute ha concesso l’ennesima proroga per la Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che avrebbe dovuto chiudere il 31 luglio. La Regione ha così più tempo per rivedere il piano.
«È stata e resta una trattativa molto difficile – sottolinea Schifani – nella quale il governo regionale ha cercato di far emergere gli sforzi che si stanno facendo per inserire questa struttura nell’intero sistema della sanità siciliana. Non è così semplice come in maniera demagogica l’opposizione vuole fare apparire. La deroga rientra all’interno di un percorso di riorganizzazione della nuova rete ospedaliera alla quale il governo sta lavorando da mesi in un dialogo costante e discreto con il territorio, con l’obiettivo di rispettare tutti i parametri richiesti dal ministero. Auspico, pertanto, che il nuovo piano veda presto la luce senza ulteriori ostacoli dovuti a posizioni preconcette».
Il Ministero ha dato il via libera alla deroga per mantenere due centri di Cardiochirurgia pediatrica in Sicilia, ma chiede che il reparto di Taormina venga spostato in una struttura che abbia anche la Cardiochirurgia per adulti, a Messina o a Catania. Per questo, nella bozza della rete ospedaliera, i posti letto sono stati assegnati al Papardo di Messina. La proroga ha evitato la chiusura immediata del reparto, ma non le polemiche. All’interno della maggioranza c’è chi accusa l’assessorato di avere prodotto una rete che non affronta le vere emergenze: liste d’attesa interminabili, la fuga dei pazienti verso le regioni del Nord, il futuro incerto delle Case della salute e degli ospedali di Comunità finanziati dal Pnrr. Anche il leader del Mpa Raffaele Lombardo, nel frattempo, ha avvertito il governo: “Mi auguro che posti letto e reparti non si inventino per assecondare interessi politici o elettorali”. La commissione Salute tornerà a riunirsi il 6 agosto.