A sminare il percorso di Renato Schifani dalle insidie della politica dovrebbe pensarci Tajani. Ma il segretario di Forza Italia non c’è e di conseguenza provvede Ignazio La Russa. L’altro ieri a Ragalna, il gagliardo patriarca di Fratelli d’Italia si è scagliato addirittura contro la proposta, lanciata da Pietrangelo Buttafuoco, di candidare a Palazzo d’Orleans l’ottimo Luca Zaia, governatore uscente del Veneto. Quella del presidente della Biennale era una palese provocazione culturale. Ma il santo protettore di Schifani l’ha voluta comunque impallinare. Per fortuna sulle candidature deciderà nel 2027 Giorgia Meloni. Che, come si sa, risulta molto irritata dagli scandali che hanno sporcato il suo partito e che ruotano purtroppo attorno a Gaetano Galvagno, il picciotto di Paternò cresciuto per metà alla scuola di La Russa e per l’altra metà a quella del Balilla.
