Renato Schifani è convinto che per risolvere la questione morale basta rinchiudere in un lazzaretto gli appestati della Dc. E all’un tempo dimentica – o fa finta di dimenticare – il peso nefasto che negli ultimi cinque anni ha avuto la corrente turistica di Fratelli d’Italia: quella degli azzardi milionari di Cannes e di SeeSicily; quella che pagava a peso d’oro la comunicazione del Bellini Festival o che spendeva somme astronomiche per una consulenza di Gianna Fratta. Di questa famelica compagnia degli scandali non si parla più: il capo supremo, cioè il Balilla, si è defilato in tempo e l’assessora Elvira Amata è sul punto di essere rinviata a giudizio per corruzione. Le opposizioni continuano a chiedere, per il Turismo, un cambio di passo e di partito. Ma Schifani non ci sente e si appresta a lasciare l’assessorato nelle allegrissime mani di Fratelli d’Italia.