Sono due mesi che Renato Schifani arranca. Sono due mesi che il suo governo viene bersagliato dalle inchieste giudiziarie: prima lo sputtanamento di Elvira Amata, suo assessore al Turismo; poi la caduta di Totò Cuffaro e la disgregazione della Dc, il partito che per tre anni aveva sempre garantito sostegno e fedeltà a Palazzo d’Orleans. Ma all’orizzonte non c’è traccia né della questione morale né del rimpasto della giunta. I Fratelli d’Italia scalpitano perché vogliono la Sanità. Gli appestati della DC premono per sapere se e quando saranno riammessi nelle stanze del potere. E i “murati vivi” di Forza Italia insistono per avere uno strapuntino dentro il partito e dentro il governo. Schifani non sa che pesce pigliare e intanto lascia quattro assessorati – Bilancio, Sanità, Famiglia ed Enti Locali – allo sbando, nelle mani di quattro burocrati a lui tanto cari.