C’è un momento, nella vita di ogni osservatore delle vicende politiche nazionali, in cui ci si deve fermare e porsi una domanda fondamentale: Matteo Salvini è il più grande stratega della Terza Repubblica o il più straordinario benefattore involontario dei propri avversari che la storia d’Italia abbia mai prodotto? La questione, va detto, non è di facile soluzione. Prendiamo l’ultima opera in progress: il generale Vannacci e il suo “Futuro Nazionale”. Grazie a Salvini sta per nascere un partito a destra della Lega. Anzi, a destra di Meloni. Precisamente dove Meloni non vorrebbe concorrenza.

Quando i libri di storia politica italiana verranno riscritti da storici particolarmente dotati di senso dell’umorismo, bisognerà dedicare un capitolo intero a Matteo Salvini nella sua qualità di “Creatore Preterintenzionale di Svolte Epocali”. Una categoria nuova, tutta sua. Perché se c’è una cosa che il nostro eroe sa fare meglio di chiunque altro, è provocare terremoti politici senza volerlo, senza saperlo, e soprattutto senza capire cosa diavolo sia appena successo. Il curriculum parla da sé. Egli riesce a fare cose di sinistra (il governo Conte-bis), cose di centrosinistra (far eleggere al Quirinale un fondatore del Pd), e ora sta per fare qualcosa che nemmeno Goffredo Bettini avrebbe immaginato nei suoi sogni più sfrenati. Ovvero provocare la nascita di un partito che tolga a Giorgia Meloni quel tanto di voti, chissà, che potrebbero bastare a farla pareggiare o addirittura perdere le prossime elezioni. Se Roberto Vanacci farà l’AfD italiana, raccogliendo la schiuma della terra, Salvini Vanacci farà l’AfD italiana, raccogliendo la schiuma della terra, Salvini sarà ricordato come il fondatore involontario. Il suo, come ben si capisce è un talento raro. Prezioso, persino. Prendiamo ad esempio il celebre episodio del Papeete, nell’estate del 2019.

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