Stamattina abbiamo provato a cercare la parola “fascismo” nel testo della riforma costituzionale. Risultati: zero. Abbiamo cercato “immigrazione”. Niente. “Sbarchi”? Nisba. “Invasione”? Manco per sogno. Eppure, a giudicare da quello che dicono la Lega, il Pd, Fratelli d’Italia, Avs e le trasmissioni di La7 e Rete 4, sembrerebbe che il quesito sia: “Preferite Benito Mussolini o un milione di clandestini? Scegliete uno dei due, per favore”. Non è un referendum, è un episodio del Trono di Spade. Ormai il film è iniziato e non c’è modo di fermarlo. Ed è pure divertente.

Esiste il referendum ufficiale, quello sulla separazione delle carriere in magistratura, quello che prevede che giudici e pubblici ministeri abbiano percorsi professionali distinti. Una questione organizzativa, in fondo. Come decidere se in ufficio Marketing e Vendite debbano stare nello stesso piano o in piani diversi.

E poi esiste il referendum vero, quello di cui tutti parlano. Quello che tutti vogliono. Che è completamente diverso. Nel referendum vero il quesito è un altro. Per quelli del No è: “Mica vorrete che l’Italia diventi una dittatura illiberale?”. Mentre per quelli del Sì è: “Volete opporvi a orde di clandestini barbari e invasori?”. Da una parte c’è Giorgia Meloni con i magistrati che bloccano tutto, Albania, rimpatri, espulsioni… Continua su ilfoglio.it