Austeri, solidi, rigorosi, tutti d’un pezzo. Da ragazzo me li immaginavo così gli uomini politici. Da anziano – o da vecchio, non c’è problema – scopro che a Renato Schifani basta la promessa di un bis a Palazzo d’Orleans e tutto si aggiusta. Ricordate la sceneggiata che il governatore mise in piedi quando gli comunicarono la nomina della leghista Annalisa Tardino al vertice del Porto di Palermo? Fece fuoco e fiamme perché non era stato consultato: contestò il metodo e il merito, mobilitò avvocati e giureconsulti, si appellò al Tar. Ma dopo tre mesi di confronti e tormenti è bastato che il ministro Salvini gli desse il via libera per il secondo mandato perché Schifani deponesse le armi. Era furioso ed è diventato subito mansueto, docile, remissivo, conciliante. In sostanza, abbiamo scherzato. Nel frattempo abbiamo perso tempo e soldi. E anche un poco di faccia.


