Ma a quale Board of peace ha partecipato il ministro degli Esteri Antonio Tajani? “Esserci, per la pace”, festeggia sui social, mentre stringe la mano a Donald Trump. “L’Italia ha partecipato al Board of peace perchè vuole essere protagonista della costruzione della pace a Gaza. Perchè il Board of Peace voluto dalle Nazioni Unite, è fino ad oggi l’unica proposta concreta per stabilizzare il Medio Oriente”, aggiunge.
Ma come fa a dire che il board of peace è stato “voluto dalle Nazioni Unite”? Com’è noto, l’organismo tenuto a battesimo a Washington è stato voluto da Donald Trump. Ed anzi, si pone in contrasto con l’Onu fin dallo statuto, che nelle sue 7 pagine non lesina critiche alle Nazioni Unite. Di più: il Board of peace aspira a sostituirsi all’Onu, in quanto “organismo internazionale per la costruzione della pace più agile ed efficace”. Del resto, Donald Trump non ne fa mistero: “Il Board of Peace avrà quasi il compito di sorvegliare le Nazioni Unite e di assicurarsi che funzionino correttamente”, dice il presidente americano. E c’è da credergli.
Difficile credere invece al ministro degli Esteri italiano. Quando dice, ad esempio, “siamo venuti a Washington a testa alta, insieme alla maggioranza dei Paesi dell’Unione europea”. Le cronache raccontano un’altra storia. A livello di capo di stato e di governo l’unico leader di un paese membro dell’Unione era l’ungherese Viktor Orban, capofila dei sovranisti. Non esattamente un corifeo dell’Unione europea. L’altro europeo presente era il leader di Albania Edi Rama, ma l’Albania non è ancora membro dell’Unione. C’erano poi i leader di Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Cambogia, Egitto (primo ministro), El Salvador, Indonesia, Kazakhistan, Kosovo, Pakistan, Paraguay, Qatar, Uzbekistan, Vietnam. Tutti rigorosamente extra Ue. Continua su Huffington Post


