Non mi ero ancora ripreso dal coccolone, causa noia, dovuto alla notiziona che Casarini ha scoperto Dio in mezzo al mare (un capitano Achab senza fantasia e soprattutto senza cognizione del male e del dolore). Non mi ero ancora ripreso, dicevo, e ieri mattina mi risveglio travolto peggio che Firenze dall’alluvione del 1966 da un fiume di parole e di osanna per il nuovo santo dell’occidente (“per gli Usa, e così sia”, perdonate la mezza citazione). Insomma “il seminarista”. O ex seminarista, ma da come parla sembra un invasato religioso poco meno di J. D. Vance (parlandone da vivo). Insomma James Talarico, il vincitore del Texas, il primo dem da 38 anni. Del quale non mi incuriosisce sapere se sia vegano oppure no, né tantomeno il grado di mascolinità (“ne abbian visti scemi e machi uscire a frotte \ per scomparire”, sempre perdonando la quasi cit.).
Mi inquieta e insieme annoia invece che sia nipote di un pastore battista (Grandpa Jimmy), a cui tanto la sua idea di fede deve. L’ultima volta che un pastore battista è arrivato in cima alla politica americana fu Jimmy Carter, il disastroso presidente che consacrò la potenza universale degli ayatollah. Auguri.
Quello che mette più in apprensione è il tono della sua omelia elettorale. “La vera battaglia in questo paese non è tra destra e sinistra, è tra chi è al potere e chi ne è escluso”, e già qui siamo al populismo da quattro soldi. Ma soprattutto è il côté religioso: “La mia fede mi insegna che l’amore è la forza più grande dell’universo. L’amore non è passivo non è neutrale non è debole. L’amore ha bisogno di noi che stiamo tra chi viene bullizzato e chi è il bullo”. “Questo tipo di amore è sempre stato una minaccia al potere”. E qui siamo in zona All you need is love, canzone oratoriana fra le meno riuscite dei Beatles. Ma spaventano di più le frasi da Baci Perugina trasformate in programma politico: “L’odio è prevedibile, l’odio è noioso, l’odio non può abbassare le bollette”. Evidentemente l’amore sì. Almeno Obama si era fermato alla retorica di hope.


