Per il momento Giorgia Meloni difende il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro. “Rimane al suo posto”, dice, per poi ipotizzare che possa esserci stata “una manina” a tirare fuori il caso a due giorni dal referendum. “Lo valuteranno gli italiani”, dice la premier, quasi che il destino di Delmastro possa dipendere dall’esito referendario. Intanto Meloni fissa un appuntamento: “È stato poco accorto, leggero. Ma non è connivente con la mafia. Ci parlerò”, dice. In FdI fonti interpellate da Huffpost spiegano che di fatto Meloni prende le distanze dal caso e dai suoi possibili sviluppi. Appuntamento a dopo il referendum sulla giustizia.

Sul caso Delmastro continuano a cadere tegole. Dopo le rivelazioni del Fatto Quotidiano, tre foto – pubblicate da Repubblica, Il Domani e dal Fatto stesso – mettono in discussione la ricostruzione fornita da Delmastro. Ricapitoliamo: il 16 dicembre del 2024 il sottosegretario costituisce una società a Biella, con sede locale a Roma, Le 5 forchette srl, con Miriam Caroccia, 19enne figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva nel febbraio 2026 per intestazione fittizia di beni con l’aggravante del metodo mafioso. Mauro Caroccia è legato al boss di camorra Michele Senese. Nella società che nasce per gestire il ristorante Bisteccherie d’Italia, nel quartiere romano del Quadraro, Delmastro ha il 25 percento delle quote, Miriam Caroccia il 50 per cento, il restante 25 per cento è ripartito tra Elena Chiorino (vicepresidente del Piemonte e assessora al Lavoro), Cristiano Franceschini (segretario provinciale e assessore di FdI a Biella), Davide Zappalà (consigliere regionale di FdI) e Donatella Pelle, l’unica non politica. Chiorino, Franceschini e Zappalà sono legati a Delmastro da rapporti politici. “Sono la sua corrente personale”, spiegano in FdI. Continua su Huffington Post