Affondo di Fava: “Roma mandi gli ispettori”

Il presidente della commissione Antimafia, Claudio Fava, è assai critico con la manovra targata Armao

Polemica sui posti letto in Terapia intensiva. Secondo i dati diffusi ieri dal Ministero della Salute, che tiene conto delle comunicazioni della Regione, sarebbero 817 i posti letto nei reparti siciliani di rianimazione, dei quali 399 riservati a malati Covid. La Sicilia, inoltre, avrebbe un “riempimento” del 23%, di gran lunga inferiore alla soglia critica del 30%, già superata da molte regioni. Claudio Fava chiede chiarimenti: “I siciliani hanno il diritto di sapere quanti sono i posti letto realmente disponibili nelle strutture sanitarie dell’isola – ha scritto in una nota il presidente della commissione Antimafia -. Alle ricognizioni effettuate dai sindacati, dalle quali emerge il sostanziale scostamento tra i posti indicati sulla carta e quelli realmente operativi, si aggiunge oggi la notizia di pressanti e pesanti sollecitazioni dell’assessorato regionale verso le strutture sanitarie a “caricare” i dati sui posti letto. Una sollecitazione brutale, stando alle parole del dirigente regionale La Rocca. Che vuol dire? Che occorreva caricare sul sistema di tracciamento nazionale anche posti letto che non esistono? Che bisognava dare per operativi anche quelli ancora sforniti del personale medico necessario ad una terapia intensiva? Stiamo alterando la realtà per evitare di finire in zona rossa? E tutto questo sulla pelle dei siciliani?  Chiediamo al Ministero – conclude Fava – di inviare i propri ispettori in Sicilia per verificare quale sia la reale fotografia sulla capacità di tenuta del nostro sistema sanitario. È inammissibile pensare che la salute dei siciliani sia stata oggetto di menzogne e di baratti, come purtroppo ci confermano non solo le denunzie del sindacato dei medici ma anche i gravi casi che stanno emergendo ovunque di reparti ancora non attivati, da Barcellona Pozzo di Gotto dove i macchinari giacciono inutilizzati in una magazzino, a Petralia dove il raggiungimento degli obiettivi dichiarati non sarà possibile prima di diverse settimane, o al Policlinico di Messina da cui giungono notizie allarmanti e verificate che contraddicono le rassicurazioni dell’assessore Razza”.

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