Come fa il gagliardo Matteo Salvini a considerarsi ancora un uomo delle istituzioni? Ma si guarda allo specchio? Ha contezza delle scempiaggini che ha messo in fila, nel giro di pochi giorni, sulla tragedia di Rogoredo? A caldo si è schierato con il poliziotto “senza se e senza ma” e ha subito attaccato i magistrati che cercavano di ricostruire i fatti e trovare un filo di verità. Poi, quando il suo eroe ha confessato l’omicidio ed è diventato un delinquente, il segretario della Lega è passato all’altro eccesso: adesso “paga e paga anche il doppio”, ha detto. Ma che gente abbiamo portato al governo di questo infelice paese? Loro decidono chi è innocente, alla cieca; e dopo anche chi è colpevole. E infliggono pure la condanna; e nemmeno una condanna adeguata, secondo lo stato di diritto, ma implacabile e vendicativa, secondo la legge della giungla. O della forca.