DIRETTO DA GIUSEPPE SOTTILE

Operette Immorali

Musumeci e Orlando,
rimpasto coi ruderi

C’era una volta il tempo delle mele. Oggi c’è invece la stagione dei rimpasti. Nello Musumeci dice che vuole rivedere la composizione della giunta; e così dicendo spera di superare l’ostacolo di un’Ars che non sopporta più né il vuoto del governo né le arroganze bullesche dell’assessore al Bilancio. Tenta di rimescolare le carte anche Leoluca Orlando, sindaco di una Palermo che cade a pezzi. Ma che cosa c’è da aspettarsi? Tu dici rimpasto e  speri che finalmente stia per entrare, nelle stanze del potere, un refolo di aria fresca. Scopri invece che s’avanzano i vecchi ruderi. Musumeci punta sull’ex senatore Antonio Scavone, stagionato portaordini dell’immarcescibile Raffaele Lombardo. Mentre Orlando tenta di imbarcare, con ruolo di vicesindaco, Fabio Giambrone: che è stato già senatore, fidatissimo uomo di sottogoverno, candidato trombato. Evviva il rinnovamento.


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La Lettera Scarlatta

Ecco un bell’esempio
per la dedica di un libro

di Non c’era verso di trovarlo: battute tutte le librerie, cercato sulle bancarelle, quelle lungo i viali, di metallo verde ormai male in arnese, dove la pesca di solito proprio perché casuale può far saltar fuori la rarità. Perfino nei mercatini dove un autore e un titolo precisi sono come il Sacro Graal. Niente. Così mi sono deciso. Vado a caccia su Amazon. La prima volta, per un libro. Digito, clicco. Eccolo, c’è. Avrei potuto pensarci prima, vecchio lettore nostalgico che non sono altro. Dicitura: usato. E che sarà mai? Quanti libri usati avrò comprato? Quante pagine già sfogliate da altre mani, lette da altri occhi? “Procedi all’acquisto”. Fatto. E’ arrivato dopo cinque giorni, per posta, con quel sovrappiù di mistero che ti dà quell’attesa fisica oggi che le altre sono per lo più virtuali e si bruciano nel giro di secondi. Eccolo qui. Usato sì ma non maltrattato e nemmeno intonso, ché lo capisci che è stato letto. Ma la rilegatura è a posto, la copertina perfetta, solo il tempo che ha depositato il suo sull’ècru originale, perfino la fascetta con il giudizio di una grande scrittrice c’è ancora. A voler essere pignoli, solo un tratto di biro blu, poco più d’un centimetro, accanto al nome dell’autore, scivolato chissà come. Aprendo però t’accorgi che la stessa biro blu ha lasciato un’altra traccia, più forte, niente a che fare ..
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