DIRETTO DA GIUSEPPE SOTTILE

Operette Immorali

Il multiparaculismo
del sindaco Orlando

Sono tutti lì a combattere perinde ac cadaver, a darsi sciabolate che neppure al tempo dei moschettieri. Sono tutti lì a cercare di conquistare la segreteria regionale del Pd: Davide Faraone contro Teresa Piccione; Giuseppe Lupo e Antonello Cracolici contro Faraone; Luca Sammartino e Totò Cardinale contro Cracolici e Lupo. Ma nei giorni cruenti della battaglia manca all’appello l’uomo che si era addirittura proposto come salvatore della patria: Leoluca Orlando. Ricordate con quanta pompa magna il sindaco di Palermo varcò la linea del Rubicone e si arruolò nell’esercito di Matteo Renzi? Era il gennaio di quest’anno. Ma dopo gennaio venne marzo e le elezioni di marzo portarono il Pd di Renzi alla disfatta. Da quel momento l’intrepido Orlando è sparito. Era il sindaco del multiculturalismo. Ora è anche il leader del multiparaculismo. Viva Palermo e Santa Rosalia.


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La Lettera Scarlatta

Perché sono salito
sull’autobus dell’Ast

di Il mio viaggio all’Ast è un autobus senza tempo, che macina chilometri e vite di provincia. Il mio viaggio all’Ast è una bussola che si apre e si chiude ai vecchietti, agli studenti, alle signore d’ogni dove e ai signori d’ogni ceto, trasportati in lungo e largo per strade polverose di contrade e di città. Il mio viaggio all’Ast è un autista che ogni giorno fa le sue ore di fatica, per portare a casa un pezzo di pane. Il mio viaggio all’Ast è un operaio dell’officina, che aggiusta pezzi, cambia componenti, appronta soluzioni, rimette in sesto gomme e ferraia... e si riparte. Il mio viaggio all’Ast è un palazzo a vetri di otto piani, che pulsano di vita e di fatica, competenza ed insipienza, riverenza e noncuranza, fino ad arrivare lassù, dove i muri trasudano politica e le poltrone bruciano di responsabilità. Il mio viaggio all’Ast è il saluto mattutino dei portieri a pianterreno, il buon caffè annacquato della mia segretaria, la faccia tirata di un direttore, i fogli in mano di un funzionario, il tavolo ovale del consiglio d’amministrazione, le scrivanie laboriose dei piani bassi, alti e medi. Il mio viaggio all’Ast è un sindacalista che lotta, si dimena, difende un diritto con le unghie, propugna le sue idee con i denti. Il mio viaggio all’Ast è un luccichio agli occhi, che sempre colgo in quel postulare u posticeddu pi me’ figghiu..
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