DIRETTO DA GIUSEPPE SOTTILE

Operette Immorali

La legge del Bullo
non è uguale per tutti

Anche i bambinetti dell’asilo sanno che al mondo ci sono figli e figliastri. Non potevano sapere – poveri innocenti – che la Regione siciliana avrebbe rovesciato il principio, ancora in uso nelle democrazie di tutto il mondo, secondo il quale “la legge è uguale per tutti”. A Palazzo d’Orleans un Bullo, travestito da azzeccagarbugli, ha dettato all’Irfis una nuova Carta costituzionale: “I favori della legge si applicano prima agli amici e poi, se restano soldi e tempo, anche ai nemici”. Si riferiva alla legge per l’editoria. Con la sua vocina da gerarca minore, il Boiardo ha preteso che per i quattro quotidiani cartacei la graduatoria debba chiudersi entro il 30 giugno: ha fretta di gratificarli subito con un milione e ottocentomila euro. Mentre tutti gli altri possono allungare il collo fino al 30 settembre. Un Giureconsulto così spudorato non si era mai visto.


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Buttanissima Regione / 2


La Lettera Scarlatta

Arturo Di Vita:
le vele di un cielo
che parla di musica

di Da qualche giorno, nei vicoli e nelle strade che circondano il Teatro Real Santa Cecilia, storica sede del Brass Group, fanno sfoggio di sé alcune foto dell’immensa collezione – ormai ventennale – di Arturo Di Vita, il fotografo del jazz che, per citare un articolo di Luciana Amato, “con il suo occhio attento ama ritrarre la musica e dargli un corpo, convinto che la potenza evocativa della musica sia simile a quella della fotografia, perché in grado entrambe di creare scenari fantastici nell’anima e nella mente”. Dal 24 giugno al 5 luglio Palermo ospita la seconda edizione del Sicilia Jazz Festival. L’allestimento di Di Vita, in collaborazione con l’architetto Laura Galvano e con Rosanna Minafò, responsabile ufficio stampa del Brass, spadroneggia la vista. Le gigantografie, una novantina circa, fanno capolino sulla città ergendosi come vele; o, in alternativa, si affacciano alle finestre, “dando la sensazione di una jam session realizzata sui prospetti dei palazzi”. “L’anno scorso ho avuto la fortuna di conoscere l’architetto Galvano – spiega Di Vita –: realizzammo un’installazione mista, con strisce dorate e luminose che ricoprivano gli edifici, e le immagini dei grandi del jazz, fotografati da me, che seguivano un fil rouge temporale. Quest’anno l’idea è diversa. Laura, con mia grande gioia, ha spostato l’attenzione sulle mie foto, sposando il concetto di apertura alla cultura, del jazz come linguaggio di libertà”. Come?..
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