DIRETTO DA GIUSEPPE SOTTILE

Operette Immorali

In difesa del bullo
contro il magistrato

Si chiama “criminalizzazione del dissenso”. Ed è l’arte della quale ha fatto abbondante uso, ai tempi dell’antimafia chiodata, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo. Quando un avversario gli muoveva una critica, lui non entrava nel merito delle cose. Spocchiosamente sosteneva che la contestazione “faceva obiettivamente il gioco della mafia”. Chi avrebbe mai immaginato che quell’arma, politicamente così meschina, venisse usata anche da Nello Musumeci? Non sapendo come coprirsi la faccia dopo che la Corte dei Conti ha definito carta straccia il documento di programmazione approntato dal suo bullo di fiducia, il governatore non è entrato nel merito delle contestazioni. Si è limitato a criminalizzare uno dei magistrati contabili – “è di sinistra” – con la segreta speranza di delegittimare ogni osservazione che la Corte da ora in avanti farà ai bilanci della Regione.


Buttanissima Italia

Il Sabato del Villaggio

Buttanissima Regione

Ritratti alla Buttanesca

La stanza di buttafuoco

Il grillismo di governo salvato dall’orrenda Casta

Dante Alighieri non poteva certo immaginarlo un contrappasso più sfacciato di quello toccato in sorte – e senza neppure arrivare nella tomba – al M5S. Il movimento fondato da Beppe Grillo, lanciato nella battaglia politica da due ragazzi puliti – Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista – atteso

nella vera rivoluzione, la dismissione della casta, si ritroverà salvato dalla casta: ex di Forza Italia ed eletti del centrodestra in soccorso di Giuseppi Conte. Giusto a conferma: “Ahi serva Italia, di dolore ostello/nave sanza nocchiero in gran tempesta,/non donna di provincia ma bordello”.

Buttanissima Economia


La Lettera Scarlatta

Insularità, un auspicio
spacciato come riforma

di La locuzione chiave è “misure di compensazione”. Il percorso è lungo e accidentato. E rischia di incagliarsi sui tavoli romani. Ieri all’Ars qualcosina si è mosso. Ma siamo ben lungi dal “risultato storico” narrato da alcuni dei firmatari del disegno di legge. Una norma di un solo articolo, approvata in due minuti, in cui si impegna il Parlamento nazionale a inserire nello Statuto speciale della Regione siciliana l’articolo 38 bis “in materia di riconoscimento degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità”. Si tratta di una “legge voto”, che necessita dell’approvazione di Camera e Senato. E sappiamo che i nostri rapporti con Roma sono tutto tranne che idilliaci. Le zone franche montane, approvate dall’Ars prima di Natale, non hanno ancora varcato le porte di Montecitorio e Palazzo Madama. Anche in quel caso una “legge voto”. Serve il pressing della deputazione nazionale, magari con l’aiutino dei Cinque Stelle, e imparare a giocare di squadra. Ma questo è il meno. Superato lo scoglio della “legge voto”, ogni singola questione sarà al centro di negoziati col governo centrale. Uno sconto sulle tariffe aeree? Negoziato. L’applicazione della fiscalità di vantaggio? Negoziato. L’introduzione delle zone economiche speciali? Negoziato. Però la Sicilia avrà dalla propria un elemento in più. L’articolo 38 bis dello Statuto, ..
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