DIRETTO DA GIUSEPPE SOTTILE

Operette Immorali

I danni di Ingroia
quando era sobrio

Ok, accettiamo pure la versione con la quale Antonio Ingroia, l’ex pm della Trattativa, ha cercato di addolcire la figuraccia del giorno prima: era a Parigi in stato di ebbrezza e il comandante gli ha impedito di salire a bordo di un aereo diretto in Argentina. Lui sostiene che aveva bevuto sì e no due o tre bicchieri di vino e che la manfrina era dovuta alla maleducazione di uno steward, puntualmente difeso da tutto l’equipaggio. Vabbè. Il problema di Ingroia non è quello che ha fatto da alticcio all’aeroporto di Roussy. Ma ciò che ha fatto da sobrio alla Procura di Palermo, dove trasformò l’inchiesta giudiziaria sulla Trattativa nella giostra mediatica di una campagna elettorale che avrebbe dovuto portarlo a Palazzo Chigi. A quel tempo era sobrio, lucido, cinico, potente, intoccabile. Ora canta nei matrimoni. E beve un bicchiere in più, forse per dimenticare.


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La Lettera Scarlatta

Per l’opera di Siracusa
i tronchi della Carnia

di Il bosco vero e il bosco finto, il bosco vivo e il bosco morto. Si fronteggeranno a pochi metri di distanza, speculari l’un l’altro, loro che erano lontani, anzi lontanissimi, millecinquecento chilometri o poco più, appena pochi mesi fa. Accadrà a Siracusa per le recite de Le troiane di Euripide (debutto il 10 maggio), uno dei tre spettacoli del cartellone 2019 dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico. Il bosco vero è quello che sta dietro il teatro greco aretuseo, sul colle Temenite, a fare da fondale naturale alla scena, quei pini mediterranei e quei cipressi che impennacchiano la cornice inferiore della cavea con il loro verde ora fermo, ora ondeggiante; il bosco finto sono oltre cento tronchi che costituiranno la scenografia dello spettacolo, arrivati dal Friuli, parte minima di quel che resta degli alberi che la disastrosa tempesta «Adrian» che si abbattè sulla Carnia a fine ottobre, lo scorso anno, fece fuori con una violenza che lo stesso uomo, che pure per decenni ha bistrattato quelle zone, non si aspettava tanto da restarne, con terrore reale, ipocritamente stupefatto. Dovrebbero essere rimossi tutti, in Carnia, quei tronchi morti che oggi fanno suonare, su quel territorio, un ulteriore allarme geologico, perché in gran parte stanno già marcendo impedendo a quelli ancora in vita di crescere e costituiscono comunque un ostacolo al lento ma pr..
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Talè

Ogni buon giornale che
si rispetti ha almeno
due belle donne che si fanno
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