Nella Sicilia dove non c’è più il primato della politica ma la prevalenza del retrobottega il contraccolpo era inevitabile. In una Regione immersa nella palude degli scandali era difficile considerare vittime di mala giustizia Gaetano Galvagno o Totò Cuffaro e precipitarsi al seggio per dire Sì a una riforma garantista. Ma a favore del No non ha giocato solo il rigetto degli onesti verso corrotti e corruttori, faccendieri e pagnottisti. Qui i cacicchi del centrodestra hanno educato i propri elettori alla spartenza di nomine, incarichi e soldi pubblici. Con la conseguenza che, quando non ci sono mance e privilegi da spartire, come nel referendum, quegli elettori si racchiudono nella propria indifferenza. Le riforme non appartengono alla loro cultura. “A ‘mmia chi mi tocca? Niente”. E sull’onda di quel “niente” domenica e lunedì hanno lasciato campo largo al No.