Sezioni Tematiche

Carmelo Caruso per Il Foglio

Salvini in versione Papeete
tenta l’ultima acrobazia

Si dimette, ma solo per rimettersi alla guida di una Lega residuale, la Noi con Salvini smoderati. Ha fatto, e disfatto, tutto da solo, un Papeetino: prima annuncia il congresso della Lega, poi si dimette da segretario, dopo ancora fa dimettere i suoi vice e infine chiama Calderoli per consegnare le chiavi del partito al tesoriere Alberto Di Rubba. Salvini promette che toglierà il nome dal simbolo; come se non ci avessero pensato gli elettori. Da oggi, e fino al 25 ottobre, fino alla rielezione della Salvini-Duma, la Lega è un partito guidato da Di Rubba, un deputato eletto da sette mesi, che è di gran lunga più affidabile del Salvini Papeetino, il leader mini, mini. Il meglio che può accadere alla Lega, credeteci, è che l’onorevole Di Rubba, uno..

Ranucci non torna a Report
Ricorso respinto dal tribunale

Prima ha perso la testa e adesso perde la causa. Il tribunale di Roma decide di non reintegrare Sigfrido Ranucci a Report. Viene rigettato il ricorso, viene data ragione alla Rai, che non è la televisione di Al Sisi, ma un’azienda che ha dimostrato le sue ragioni, “la correttezza”, la trasparenza della decisione. Ranucci perde la conduzione (e riportiamo disordinatamente stralci di quest’ordinanza), perché la Rai ha collegato suo allontanamento “al clamore mediatico” e alla “conseguente incidenza sulle condizioni ambientali necessarie alla realizzazione della delicata attività di inchiesta della redazione di Report”. Non c’è dunque l’editto bulgaro e Ranucci non è né Falcone né Borsellino, gli eroi che usava per difendersi. Ranucci non è Biagi, ma un giornalista che la sua redazione ha rigettato, prima ancora di un giudice: un..

Meloni tra inflazione e spread
Giorgetti: “Non stampo moneta”

Il “terzo uomo” della sinistra rischia di farlo l’inflazione. Lasciate perdere il nome che suggerisce di nascosto Giuseppe Conte, il “suo” Roberto Gualtieri, o Franco Gabrielli, il poliziotto biancofiore, che scende in campo e fa “più uno” con Ruffini. Stanno tornando le parole maligne, “inflazione”, “spread”, che spaventano Meloni e Giorgetti, agitano le Borse e i mercati. Sentite Giorgetti, in conferenza stampa, dopo il Cdm che ha approvato il Dpfb, con la richiesta di scostamento, e l’utilizzo della clausola di salvaguardia, la Nec per energia e difesa (uno 0,3 per cento per energia e uno 0,3 per cento per la Difesa): “Approviamo il Dpfb (il documento programmatico di finanza pubblica) in un contesto complesso, dove fare previsioni è sempre più complicato. Non vi nascondo l’attenzione con cui monitoriamo l’andamento dell’inflazione..

Preferisce la gonna corta o lunga?
Vannacci prende in giro Tajani

Vannacci le preferisce “senza”. Parla con Il Foglio, il generale “patriarcato”. È meglio sposare una donna con la gonna lunga o corta? “Meglio senza gonna”. In America incontrerà il vice di Trump, Vance? “Perché no?”. Lei è un antisemita? “Ho lavorato con gli israeliani nel mio passato, non ho motivo di essere antisemita”. M5s e Lega la pensano come lei sull’Ucraina e la Russia, vi ritroverete insieme? “FN è aperto a dialogare con chiunque si ritrovi all’interno delle linee rosse tracciate”. Ha contatti con il M5s? “Ho avuto contatti. A Strasburgo ho avuto uno scambio con Tridico insieme ad alcuni giornalisti”. Vannacci, di chi è servo? “Cavallo di Troia, razzista, misogino, omofobo… mi fanno pubblicità”. Avete capito cosa può accadere? Se Meloni dovesse chiudere la porta a Futuro Nazionale, si..

Come Biagi? Macché. Rizzo Nervo sgonfia il mito Ranucci

“Io li ho visti, li conosco. Ho visto giornalisti Rai andare in video e perdere la testa, ho visto professionisti sobri che si sono trasformati in mitomani, autoesaltarsi, credersi onnipotenti. Non tutti, ma una buona parte. Il video è come una droga, come la cocaina. Ammala. Ero direttore del Tg3 e ricordo il cdr venire in stanza, avvisarmi: direttore, la collega che hai rimosso dalla conduzione minaccia di buttarsi dalla finestra”. E Nino Rizzo Nervo, l’ex direttore del Tg3, Tgr, del Tg La7, cosa rispondeva? “Che per fortuna eravamo al primo piano”. E’ stato Rizzo Nervo a gestire il rientro in Rai di Biagi e il caso Santoro. Oggi c’è Sigfrido Ranucci che fa causa alla Rai, che chiede il reintegro in video, ma per Rizzo Nervo “Ranucci non è..

Onnipotenza e prepotenze. Quando Ranucci impauriva la Rai

Era Il silenzio dei Ranucci. I fondatori di Report venivano cacciati nel silenzio, gli audit interni della Rai, su Ranucci, si concludevano nel silenzio, i rapporti con le stagiste, raccontati da Ranucci nel suo libro, passavano sotto silenzio. Ranucci, il giornalista Rai che oggi posta un video con la musica di Simon & Garfunkel, “The Sound of Silence”, mentre fa gli scatoloni, come avrebbe raccontato questa storia? È una storia di lettere anonime, corvi, presunte molestie, “comportamenti irregolari del conduttore”, mai dimostrati, suggerimenti che la vecchia governance Rai – l’inedito che ora si scopre – ha preferito disattendere. Era il 2021 e una puntata di Report aveva la forza di distruggere economie e aziende quotate. Nessun direttore Rai osava chiedere a Ranucci cosa stesse per mandare in onda o i..

Tra purghe interne e tifo per AfD
Il doppio volto del Prof. Vannacci

Vannacci, lo smemorato di Viareggio. Cosa diceva quando AfD veniva cacciata dal gruppo Id con i voti della Lega? Rispondeva: “Non mi pronuncio”. E cosa produce all’Europarlamento, a parte i video con i colbacchi e le tuniche da circo? Zero provvedimenti da relatore principale. Sta cambiando le mostrine: da generale “feccia” a generale “purga”, e fa anche il prof. a Torino, agli agenti di Polizia. Ha espulso Luca Sforzini, l’ideologo zero, e prova a prendersi anche Massimo Magliaro, il presidente della Fondazione Almirante. Non vuole allearsi con la destra di Meloni, ma distruggerla. Solo un Salvini malandato (è scesa in campo Francesca Verdini, con lunghissimo post su Instagram), ebbene, solo un Salvini finale poteva farsi dare ripetizioni da Vannacci. Vince l’AfD e Vannacci che fa? Posta un video per rimproverare..

Pd in festa nella terra dei cachi
Ecco Elly Schlein e le storie tese

Il Pd è la terra dei cachi. Il leader della coalizione lo farà Elio (e le Storie tese). Si prepara la festa dell’Unità di Reggio Emilia e Schlein sta dicendo che il 13 settembre, al comizio finale, farà un grande annuncio. Si sposta perfino il palco. Cerca l’applausometro. La confidenza del solito cuoco di Bologna: “I segretari dell’Emilia-Romagna stanno telefonando ai militanti e organizzando bus. Elly vuole il pienone. O annuncia che rottama il Pd o che acquistiamo l’Unit*. E mi raccomando, con l’asterisco”. Ma il programma qual è? Sarà un Partito democratico ma la scaletta è stata secretata. Il cuoco: “Il grande Igor Taruffi, Taruffenko, la renderà pubblica lunedì, ma abbiamo qualche nome. Ci saranno Elio e le Storie tese, il gruppo Bambole di Pezza e poi Giuseppe Conte,..

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