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Carmelo Caruso per Il Foglio

Si chiama Malizia, è il (padre) superiore del ministro Tajani

Tajani è una delizia, Tajani è di (don) Malizia. L’uomo più importante della Farnesina? E’ un prete. Lo chiamano “il capo”, pretende posti in prima fila e a ogni cerimonia sta attaccato a Tajani come l’ostrica allo scoglio. Era il conforto spirituale del ministro (e ne ha bisogno anche solo per le angherie che subisce) ma ora è il ministro del ministro. Si chiama Marco Malizia e chi punta a un’ambasciata si genuflette davanti a lui per arrivare a Tajani. La mattina? Messa. Il pomeriggio? Tutti collegati, anche da Nairobi, per ascoltare il Verbo. Il don spedisce mail come fosse il segretario generale. Il 17 luglio arriva ai diplomatici la comunicazione “Inaugurazione del nuovo varco Asl Maeci”. La firma? Malizia. Parola del (mon) Signore. Tajani ha bisogno dello Spirito santo,..

Salvini irredimibile. “Di Vannacci non me ne frega un tubo”

Ecco come Salvini motiva la sua Lega: il nord di Attilio Fontana è una roba da babbioni e in Italia ci sarà l’invasione dei “nigeriani”. Riunisce la sua squadra a villa Angelucci e al posto delle carezze, bastona, invita alla delazione. Il partito del Nord? “Basta nord! E’ una roba da nostalgici”. La vecchia Lega? “Non esiste. Il mondo è cambiato. Lo volete capire?”. Vannacci? “Non me ne frega un c...”. I fuoriusciti? “Vediamo se saranno eletti”. Chi parla con i giornali? “Nemici interni, fanno il male della Lega”. Non è il Viminale che desidera ma il poligono per regolare i conti con Romeo, Zaia, Fontana. Difende Roggero perché, come l’orafo, sogna la legittima vendetta: bum! Bum! Gli dice Renzi durante il Question Time, al Senato: “Caro Salvini, aggiungere ai..

Meloni ai ferri corti con Trump
Vertice Nato sul filo del rasoio

Gli cantano “Ankara tu!” e, per irriderlo, gli propongono adesso il “pannolone della pace” al posto del Nobel. Sapete che pensano i Fratelli d’Italia, e di Meloni, di Trump, l’ultima versione, quella del meme “Restraining order needed”? “E’ un “rimbambito”, “è un maschio alfa ridicolizzato da Meloni”, “vuole avvelenare i pozzi, aiutare Vannacci. Se continua, si possono tassare le Big Tech”. Chi lo temeva e lo rispettava, in Italia, ora lo ignora. Chi, come Meloni, credeva nella “special relationship”, desidera tornare presto a Roma. Sperano al governo: “Il vertice Nato sarà brevissimo, la bozza è stata concordata”. Il mandato, oggi, ad Ankara, è uno solo: “evitarlo” e “tenerlo a distanza”, con l’aiuto di Erdogan. Lo trattano come un ex marito, da codice rosso, che torna a casa sbronzo e vuole..

Ranucci tra querele e privilegi
ora chiede la tutela legale Rai

Ranucci si concili con Ranucci. Prima dichiara “mi difenderò da solo”, contro Cipriani, ma dopo chiede la tutela della Rai come fosse Calamandrei. Non è vero che la Rai ha negato la tutela legale. La storia è diversa e Report ci metterebbe come sottofondo il marranzano. Esiste un carteggio fra Ranucci e il direttore Affari legali, Francesco Spadafora, che è un capolavoro di giravolte, con tanto di “io non imploro” e successiva implorazione di Ranucci: perché non mi difendete? Primo punto: la Rai non può difendere un conduttore che va in trasferta, a Mediaset, ma che straparla in libertà di Nordio. Secondo: perché la Rai deve pagare la causa legale di un giornalista, autorizzato per pubblicizzare il suo libro, che inciampa in una causa milionaria? La richiesta dei Cipriani è..

Vannacci e la sua dozzina
“Per Kiev serve l’atomica”

“Zelensky è un cocainomane, non vedi come tira con il naso? Si fa di coca”. E l’Ucraina? “Se fossi Putin lancerei una bella atomica e la guerra finisce. Ma sai perché Putin non lo fa? Perché a Kyiv c’è la cattedrale cara agli ortodossi”, mi dice il Barone nero Jonghi Lavarini, il fascista neo-vannacciano, prima che la figlia “Fiammetta” lo porti via: “Oggi è il suo compleanno”. Sylvie Lubamba racconta che il generale è “ghiotto di branzino”. Sono la sporca dozzina di Vannacci. Non hanno la decima tatuata sul polpaccio, e neppure il teschio ma lo stuzzicadenti, anche se Alessandro, 27 anni, avvisa, “la decima no, ma fai attenzione, qui i maranza girano con il machete. E zac!” Hanno trovato la parola d’ordine: la dozzina. Alle 19,30, un’ora prima che..

Il governo ha perso il volante
e la Meloni si chiude in difesa

Hanno perso il volante e i Freni. Il governo Meloni rischia di correre verso l’incidente, il fine vita, e non si intende solo la legge. Esistono due lettere che Crosetto ha spedito a Giorgetti, per sapere cosa fare sui fondi Safe, rese note solo ora da Crosetto, e sono di tono assertivo, da fine pazienza. Scrive Crosetto a Giorgetti: “Devi decidere”, se il Safe, i fondi per la Difesa che mette a disposizione l’Europa, lo chiediamo o no. Giorgetti è dell’opinione che siano prestiti, che l’emergenza sia l’energia, ma la verità è che le lettere di Crosetto, e a Meloni non dispiacciono, servono a mettergli pressione, a fare di più, per negoziare meglio in Europa. Parlerà e sceglierà Meloni, ed è orientata al sì, ma cosa accade se Giorgetti e..

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