Parte la diligenza clientelare

Il presidente della Regione, Nello Musumeci. Quello di oggi è il piano stralcio della Finanziaria più ambito dagli onorevoli

Chi l’avrebbe mai detto che fra le priorità dell’Assemblea Regionale, entrata nel nono mese di un’estenuante sessione di Bilancio, ci sarebbe stata l’istituzione del Museo del Nero d’Avola e delle etichette del vino siciliano? E che questo museo, che sorgerà per volere della deputata di Fratelli d’Italia, Rossana Cannata (avolese come il fratello Luca, sindaco della città), costerà alle casse rattrappite dell’ente qualcosa come 250 mila euro? E’ solo un esempio della lunga lista della spesa (48 articoli) che, al rientro dalle ferie, verrà discussa a Sala d’Ercole nell’ambito (pare) di un unico collegato generale. Lo ha deciso il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, dopo una riunione coi capigruppo, dove si è appurato che mancava l’accordo per trattare gli emendamenti più urgenti in tempi brevi. Così si è deciso di rinviare l’appuntamento al 10 settembre. Da domani l’assemblea chiude.

Nel “collegatino” esitato dalla quinta commissione – quella presieduta dal “dem” Luca Sammartino e che si occupa di Cultura, Formazione e Lavoro – sono tantissime le voci che l’opposizione proverà a rivedere (solo dai grillini sono arrivati 80 emendamenti fra soppressivi e correttivi). “Dei quasi 7 milioni di euro in dotazione a questo “collegato”, almeno 2 milioni rappresentano articoli per sponsorizzare alcuni deputati. Siamo all’assurdo – spiega Nuccio Di Paola, membro della commissione in quota M5S, dopo aver fatto i conti – Si tratta di articoli per lo più “localistici”, per fare contenti singoli o gruppi di singoli. Non è così che ci si mostra vicini ai territori”.

Il capitolo più imponente è quello riservato ai musei. Ne nasceranno almeno quattro. Oltre a quello di Avola, si fa largo il Museo del Liberty e della Belle Epoque all’ex Villa Delliena di Palermo, che la Regione siciliana dovrebbe acquisire – su richiesta dei deputati Alessandro Aricò e Marianna Caronia – per un milione di euro. Un altro museo dovrebbe sorgere a Sciacca, dove la Regione conta di strappare all’Asp di Agrigento il complesso del Santa Margherita. Mentre Eleonora Lo Curto, capolista dell’Udc, ha già inserito una richiesta da 100 mila euro per finanziare l’apertura del museo narrativo-multimediale Baglio Tumbarello-Grignani a Marsala, la sua città. Cinquanta mila euro verranno dirottati sui musei minerari. Centomila serviranno alla manutenzione dei castelli federiciani.

Sempre a proposito di cultura, va segnalata la nascita di due fondazioni: la prima a Licata, per omaggiare la cantautrice Rosa Balistreri, costo 100 mila euro. La seconda punta alla tutela dei beni archivistici storici. Anche qui per il primo anno risultano stanziati 100 mila euro da parte della Regione, che dovrebbe entrare nel Consiglio d’Amministrazione sia con la figura del governatore che col presidente dell’Ars. Altri gettoni da cento sono previsti per l’istituto internazionale del Papiro a Siracusa, per il sito archeologico Lilibeo di Trapani e per il sito archeologico di Chiafura, a Scicli, da cui proviene il deputato forzista Orazio Ragusa. Mentre occorreranno 250 mila euro per opere a tutele e salvaguardia dei centri storici di tutti i comuni su cui insistono siti Unesco (Valle dei Templi, Piazza Armerina, Pantalica e Val di Noto i territori interessati).  Non che sia tutto da buttare, ci mancherebbe. “Ovviamente ogni misura di sostegno al patrimonio storico, culturale ed ambientale della Sicilia non può che essere ben accetta – ha spiegato il deputato dei Cento Passi, Claudio Fava – ma senza una visione strategica sono provvedimenti che serviranno a ben poco”. E qui la strategia non si vede.

Dalla cultura agli spettacoli il passo è breve. Esiste un articolo dedicato del “collegatino”, il numero 41, che prevede di elargire finanziamenti pubblici a tutti i concerti cui parteciperanno di artisti locali – in pieno stile “prima i siciliani” – “al fine di promuovere e valorizzare gli artisti e formazioni musicali siciliane”. Anche i grossi appuntamenti organizzati dalle emittenti radiofoniche, per essere sovvenzionati dalla Regione, dai Liberi Consorzi o dai Comuni, dovranno garantire una quota di brani di artisti locali pari al 5%. Su questa norma c’è anche l’assenso dei Cinque Stelle. Diecimila euro, infine, sono stati accantonati per finanziare dischi e altre pubblicazioni (tramite l’istituzione di cinque premi annuali, di duemila euro a testa, che saranno al vaglio di una commissione creata dall’assessorato al Turismo). Nella lista dello spreco, o della spesa (dipende dai punti di vista), ci sono 100 mila euro per la Targa Florio, la manifestazione automobilistica che si tiene sulle Madonie, 150 per potenziare Taormina Arte e 50 per le Orestiadi di Gibellina. Un centone, invece, finirà al comune di Sciacca per la riapertura del teatro popolare Samonà.

Chiuso il capitolo degli spettacoli, si apre quello dei sovvenzionamenti alle associazioni. L’ex tabella H di memoria cuffariana. Che quest’anno prevede uno stanziamento di 100 mila euro a favore dell’istituto dei ciechi Florio Salomone, 50 mila all’istituto audiofonolesi di Marsala e mezzo milione – il capitolo è quello delle risorse destinate al rafforzamento dell’educazione civica e della cultura siciliana – all’Università Kore di Enna, che aveva già ottenuto dei benefit nella Finanziaria generale. Fra gli enti ristorati ci sono quelli che svolgono attività antimafia, come la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone (130 mila euro), il centro studi Pio La Torre (120), il centro Cesare Terranova (50), la fondazione Gaetano Costa (40). In questo modo, ha spiegato il deputato Sammartino, “queste realtà avranno un budget certo e non dovranno concorrere con centinaia di altre sigle al bando che annualmente mette in palio i fondi dell’ex tabella H della Finanziaria”.

All’interno del “collegato” – e qui non si parla di sprechi – ci sono norme bipartisan a favore dei lavoratori. Come gli Asu: sono circa 6 mila e verranno spostati dalle coop agli assessorati. Mentre un milione è destinato a paracadute per gli ex Lsu assunti in Almaviva che ora rischiano di rimanere a spasso. Gli ex dipendenti della Pumex di Lipari, invece, dovrebbero confluire in Resais. Quattrocentomila euro finirebbero al Teatro Bellini di Catania per la stabilizzazione del personale. Provvedimenti che uniscono maggioranza e opposizione, come specificato da alcuni deputati del Movimento 5 Stelle. I quali, però, faranno da frangiflutti alle classiche “mance” per assicurarsi il consenso: “Suggeriremo ai colleghi di stralciare tutti quegli articoli che rappresentano dei contentini, e destinare i fondi risparmiati – non solo di questo, ma anche dei prossimi “collegati” – al capitolo dei rifiuti. La Sicilia sta affrontando un’enorme emergenza che nei prossimi mesi rischia di ripercuotersi sulle casse dei Comuni e nelle tasche dei cittadini, tramite l’aumento della Tari. Il Comune di Palermo ha iniziato a scaricare la monnezza nel Catanese e questo prevede costi ingenti. Anche la Regione – ha detto Di Paola – deve essere oculata nella spesa e mettere da parte dei fondi che possono servire per sopravvivere a questa emergenza”.

A chi gli fa notare che la logica del clientelismo adottata dalla maggioranza e da alcuni pezzi del Pd serva a mantenere in vita i rapporti col territorio – un aspetto che per il Movimento 5 Stelle è ancora enigmatico – Di Paola replica stizzito: “Abbiamo modi diversi di intendere l’impegno per il territorio. Noi stiamo in giro e a contatto coi cittadini, pensando più a progetti collettivi che non individuali. Viceversa, altri deputati, della maggioranza e del Pd, preferiscono curare il proprio orticello. Secondo me, questo non è avere contatto con il territorio, ma solo con alcuni singoli a cui si offrono ricompense”. Da qui gli ottanta emendamenti che renderanno la discussione infuocata, e molto lunga. Pure Claudio Fava ha annunciato “l’abrogazione di alcune norme che rischiano soltanto di disperdere in mille rivoli le scarse risorse della Regione”. Ieri la discussione è stata posticipata per fare spazio a un altro “collegato”, il secondo, di competenza della commissione Affari Istituzionali. Sarà una corsa contro il tempo, e contro la calura estiva. All’Ars incombono le vacanze.

RINVIO A SETTEMBRE

Al termine della seduta di oggi, il presidente Miccichè – sentiti i capigruppo – ha disposto il rinvio dei “collegati” mancanti (fra qui quello della quinta commissione) al 10 settembre, giorno in cui è stata fissata la riapertura di Sala d’Ercole. “Non essendoci unanimità per rimandare a domani gli emendamenti più urgenti, abbiamo stabilito che oggi chiude l’Assemblea. In questo mese metteremo mano agli attuali collegati. Non posso pensare di riaprire l’aula con i “collegati” così come sono ora, che rappresentano una follia. Mi prendo le mie responsabilità. Sarà mia cura verificare norma per norma quelle più urgenti e fare un solo “collegato” con le cose più importanti” ha specificato il presidente dell’Ars. Palazzo Reale riaprirà il 2 settembre con la commissione Bilancio.

5 STELLE: MAGGIORANZA SENZA NUMERI

“Tanto lavoro per nulla. Miccichè-Penelope disfà tutto quanto fatto nelle commissioni di merito dell’Ars, dimostrando il proprio fallimento e, visto che la maggioranza era sfilacciata e senza numeri, preferisce rifugiarsi sotto l’ombrellone per evitare il prevedibilissimo naufragio di gran parte delle norme e delle marchette inserite nel collegato alla Finanziaria della quinta commissione”. Lo dicono i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars a commento dell’inglorioso rompete le righe annunciato da Miccichè prima delle vacanze estive. “È il vergognoso commiato – affermano i deputati 5 stelle – di un vergognoso governo, che prima delle ferie doveva portare a casa grandi e strombazzatissime riforme, quelle dei rifiuti in primis e invece si ritrova con un pugno di mosche in mano, o poco più”.”Il sipario del teatrino dell’Ars – continuano i deputati- si riaprirà con un maxi-collegato che sarà disegnato ad hoc sui desiderata dei vari deputati, con la speranza di portare a casa il più alto numero di marchette possibile. Evidentemente, ancora una volta, hanno fatto i conti senza il Movimento 5 stelle”.

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