Alfonso Raimo per Huffington Post

E Vannacci fa shopping
a casa di Giorgia Meloni

Campagna acquisti a destra. Il generale mette su il partito e fa shopping in casa Meloni. Noi con Vannacci a Roma sarà rappresentata da Riccardo Corsetto: ex meloniano, imprenditore immobiliare e giornalista, legato ai gabbiani di Fabio Rampelli. Ora diventerà il volto romano del vannaccismo. L'adesione al partito di Meloni era arrivata nel 2022, celebrata con tanto di comunicato da Fabrizio Ghera e Massimo Milani, promotori della destra sociale che fa capo a Fabio Rampelli. “Siamo lieti di accogliere tra le nostre fila Riccardo Corsetto, giornalista e impegnato in politica fin da giovanissimo, con costanza e competenza, nel territorio di Roma Nord. La nostra squadra si arricchisce dunque di una figura di primissimo valore che consentirà a Fratelli d’Italia di essere ancora più presente e visibile sul territorio”, scrivevano i..

Troppi veti M5s, i renziani
si autoescludono in Liguria

Avevano anche trovato il simbolo e il nome: "Riformisti uniti per la Liguria, Liberali socialisti europeisti". Scritta grande e sfondo blu con sette stelle luccicanti. Il logo campeggia ancora sul sito di Italia viva della Liguria. Peccato. Sul più bello - quando il time out per la consegna delle liste per le regionali sta scadendo - il partito di Renzi ha ceduto di fronte alla fatwa del Movimento Cinque Stelle. Una premessa d'obbligo. La prudenza, e un po' di esperienza, insegnano che fino all'ultimo conviene non dare nulla per scontato. Perchè è vero che la coordinatrice di Iv Liguria Raffaella Paita pare rassegnata a gettare la spugna - "Abbiamo una dignità. Il M5s non ci vuole. Italia viva non parteciperà alle elezioni regionali", fa sapere - ma sulla linea Genova-Roma..

Ma allo ius scholae di Tajani
non credono nemmeno i suoi

Tajani vuole proporre agli alleati una riforma basata sullo Ius Scholae. Salvini gli risponde che la legge in vigore va bene così com’è. Siamo alle solite in maggioranza. L’ipotesi di accorciare i termini per ottenere la cittadinanza non nasce sotto i migliori auspici. Il ministro degli Esteri chiede ai gruppi parlamentari di Camera e Senato di riunirsi. L’appuntamento doveva servire a mettere nero su bianco una proposta finora circolata solo sulla stampa. Un testo da girare agli alleati per vedere l’effetto che fa. La proposta, al termine di una lunga discussione, alla fine c’è. Consente ai figli di stranieri nati in Italia di chiedere la cittadinanza dopo un percorso formativo della durata di almeno dieci anni. E dovrebbe valere, nelle intenzioni degli azzurri, anche per chi non è nato in..

Cinque stelle, Conte e Grillo
sono già alle carte bollate

Scissione? "Non vedo questo rischio". Il leader M5s, Giuseppe Conte, liquida così in una intervista a Repubblica l'ipotesi che lo scontro nel suo movimento arrivi a conseguenze estreme. "Abbiamo avviato un processo costituente inarrestabile" spiega. Quanto alla reazione di Beppe Grillo, Conte ricorda che "ha assunto precisi impegni contrattuali che lo obbligano a non sollevare mai questioni sull'utilizzo del simbolo da parte del Movimento, che peraltro è già stato modificato più volte ed è registrato a nome dell'associazione del Movimento 5 Stelle e non di singole persone". Continua su Huffington Post

Milioni di viaggiatori fermi, ma
Salvini non si occupa di trasporti

E alla fine Matteo Salvini se n’è accorto: da giorni milioni di viaggiatori fermi nelle stazioni, impossibilitati a prendere un treno, o in attesa che il monitor dell’aeroporto decretasse se potevano partire, o tornarsene a casa. La notizia – con tempi rilassati - è arrivata anche al ministero di Porta Pia. E ha trovato una prima risposta: è colpa dei tecnici. “Sui disagi ferroviari delle ultime ore – dice il ministro rispondendo al question time della Camera - ho chiesto tempestivamente chiarimenti ai tecnici. È vero che siamo al massimo di cantieri aperti, ma non è accettabile la situazione in cui hanno viaggiato troppi passeggeri in questi giorni. I vertici di Rfi, Trenitalia e Fs stanno individuando soluzioni urgenti…”. E sull’incidente che a Centola ha praticamente separato la Calabria dal..

Le strane intese tra Lega e Pd.
Puzza di bruciato a Palazzo Chigi

Nella sera di martedì Ignazio La Russa si cimenta nel ruolo inedito di commissario tecnico della nazionale politici. Deve mettere in campo, tra gli altri, Elly Schlein e Andrea Crippa, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli in porta. “Li schiero con la bizona”, dice citando l’allenatore nel pallone. Ma il personale gol, il presidente del Senato l’ha segnato alla conferenza dei capigruppo del Senato. Nel chiuso di un’aula a palazzo Madama, coi presidenti dei gruppi parlamentari riuniti per decidere come andare avanti sul decreto sulle liste di attesa, La Russa ha cortesemente respinto la richiesta del governo di porre la questione di fiducia. Sarebbe stato un modo per tacitare con le brutte i distinguo in maggioranza. Per riallineare la Lega al resto del destra-centro. Ma proprio per questo, meglio..

Europee. Non si è ancora votato
e Meloni già teme. Per l’economia

A 48 ore dal voto, il governo guarda già oltre. Un sondaggio di Fdi riservato agli iscritti, visionato da Huffpost, interroga la base sullo scenario che si aprirà da lunedì in poi. Il focus è tutto sull’economia: siete preoccupati per quello che vi aspetta? Un’iniziativa in controtendenza rispetto al clima consueto delle campagne elettorali, scandite di solito da promesse più o meno mirabolanti e facce sorridenti. “Cosa prova pensando ai prossimi mesi?”, è la domanda rivolta ai 230mila iscritti. Che possono scegliere tra preoccupazione, fiducia e indifferenza. Ma lo stato d’allerta nel governo si capisce dalle domande successive. “Da 0 a 10 quanto la preoccupa la situazione economica?”. E ancora: “E’ soddisfatto dall’operato del governo nel suo complesso?” Insomma non sono domande da farsi a due giorni dal voto. Rischiano..

Salvini scatenato. Ora vuole
pure i pieni poteri sul tinello

Salvini s'allarga. Già che c'era, mentre presentava gli emendamenti al decreto salva casa, il vicepremier ha messo gli occhi sul giardino dei vicini. "Vorrei passare da Mit a Mite, dove la 'e' sta per edilizia", ha buttato là, come se non si trattasse di sottrarre deleghe, e poteri, almeno a tre ministeri concorrenti. Vuole i pieni poteri sul tinello, ma fa arrabbiare gli alleati. Mattone su mattone Salvini c'ha preso gusto. Prova a mettere su casa tra i moderati, intesa come il tradizionale feudo elettorale dei liberali. "La casa è sacra. Per questo aboliremo l'Ici. Avete capito bene? Aboliremo l'Ici su tutte le prime case". Le parole di Berlusconi ancora riecheggiano ogni volta che si tocca l'argomento. Per questo quella di Salvini è una vera e propria opa su un..

Tajani annusa la doppia cifra e balla coi Ricchi e Poveri

Da "l'Italia è il paese che amo" a "sarà perchè ti amo". Antonio Tajani no limits. Mette in riga Salvini, disegna i confini della prossima maggioranza europea, fissa l'obiettivo per l'8 e 9 giugno: "Andiamo in doppia cifra", dice, prima di aggiungere: "E poi prendiamo il 20 per cento alle politiche". Al Palazzetto dello sport di Roma il leader azzurro quasi ruba la scena ai Ricchi e Poveri, attesi dagli oltre mille militanti, tra il tripudio di bandiere e gli inni di sempre frammisti alle nuove hit. Andata e ritorno negli anni '80. Al summit di Paestum c'era Al Bano. Ivana Spagna a quello di Moratti a Milano. Qui Angelo e Angela. C'è, invece, un po' meno Berlusconi del solito: il nome scritto a caratteri giganti sui teli, e ripreso..

Toti e la guerra dei 30 anni
tra politica e magistratura

Ritorno al passato. Ritorno a uno schema collaudato che risale almeno a 30 anni fa. Avveniva di preferenza in occasione di un’inchiesta giudiziaria contro esponenti dell’area di governo. Sicuro come il fatto che ogni mattina sorge il sole, Silvio Berlusconi attaccava “i giudici comunisti”, con la sola variante dell’insulto da affibbiare, se chiamarli “la vera anomalia”, oppure “il vulnus” o tristemente “il cancro” dell’Italia. Con altrettanta certezza, si poteva prevedere che le toghe rispondessero a tono, denunciando “gli attacchi inaccettabili” da parte del governo, talvolta lamentando lo “sfregio alla democrazia”, nei momenti più caldi “la barbarie”. Trent’anni anni dopo Berlusconi non c’è più, le toghe rosse sono in pensione, ma governo e magistrati continuano a tenere il Paese in un eterno déjà vu. L’inchiesta a carico di Giovanni Toti fornisce..

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