Giuliano Ferrara per Il Foglio

Cara Meloni, non vedi che Trump
si prende gioco di tutti voi?

Illusioni trumpesche. Vi ricordate la fotografia nella basilica di San Pietro, nel segno di Papa Francesco? Doveva cancellare il ricordo da incubo della tentata umiliazione di Zelensky e della resistenza ucraina nello studio ovale della Casa Bianca. Aparte noi, ci cascarono tutti. Zero conseguenze. Più fresco il ricordo del vertice a Washington, con gli ucraini e gli altri europei e tutto, e un cialtrone di presidente che presiedeva e dava la parola, godendosi le ovvie attestazioni di rispetto e stima delle sue vittime designate, di nuovo Zelensky e accanto a lui Starmer Macron Meloni Merz il finlandese golfista. A parte noi, ci cascarono tutti. E che dire del vertice ignobile di Anchorage, ulteriore spintarella, umiliante per la leadership americana ma utile a Trump e ai Maga, per la continuazione della..

“Cara Adriana”. Da Giuliano un requiem soave e struggente

Cara Adriana, era difficile dirti “ti voglio bene”, che consideravi una frase stucchevole, non eri tipo da smancerie verbali, avevi due occhi unici al mondo che parlavano per te, un sorriso di un’amabilità maliziosa, mai invadente, un caratteraccio temperato dall’affettazione artistica del buonumore, una voce di stoffa pregiata mai invecchiata anche tra i Novanta e i Cento anni, non ti si poteva nemmeno consolare per la morte, la malattia e la vecchiaia, non ti lamentavi mai, consideravi lamentevole il lamentarsi, a Natale con Selma ti chiedemmo perché non ti sfogavi e andavi sempre come un treno anche nel dolore, nel fastidio, nelle inconvenienze, ci dicesti semplicemente: non mi viene, e passammo oltre, eri uno splendido esempio di cattiva ragazza, bad girl, avevi divorato il tuo immenso talento che ti ha..

Perché il ferro e fuoco di Los Angeles ci riguarda da vicino

Sconcertati da Piantedosi e dalle leggi securitarie italiane, l’autoritarismo americano non ci interessa. Siamo fritti. In soli duecento giorni Trump, Stephen Miller e tutta la banda di grassatori della democrazia americana hanno fatto dello stato di diritto nella più antica democrazia costituzionale del mondo un guscio vuoto. Hanno il mandato di liberare gli Stati Uniti dall’immigrazione non regolare, già fondamento di una nazione libera e potente, e lo esercitano senza procedure giudiziarie ingombranti, badando ai grandi numeri da ostentare, con la Guardia nazionale e i marine, con l’Ice, un’agenzia di caccia allo straniero che ha in dotazione, secondo Edward Luce del Financial Times, un bilancio superiore a quello della difesa di Francia e Germania messe insieme. Trump resta al 45 per cento di popolarità, l’opposizione non esiste, ai giudici si..

Giuli di fronte a un esercito ideologico arruffato

La superiorità di Alessandro Giuli sui suoi interlocutori è talmente evidente che ci si domanda perché mai passi il suo tempo a polemizzare con loro. Uno che sa decrittare con maestria i miti italici e mediterranei arcaici, e fa incursioni nel sacro e nel profano da quando portava i calzoni corti, un esperto della sezione aurea e della battaglia di Talamone, uno così può a stento comprendere la dimensione in cui si muove un attore come Elio Germano, reduce da un flop artistico e commerciale come il film su Berlinguer, banale interpretazione sentimentale di un falso mito politico, compensato solo dal ridicolo lobbismo cinematografico di propaganda ideologica caro alla solita gente del solito ambiente, quelli che gonfiano i palloncini dei non autori e dei non attori. Ho visto un trailer..

Il giallo Mattei. Si è scritto complotto, era maltempo

Il caso Mattei cambia di segno. Un numero impressionante di giornalisti, di pentiti di mafia, di tecnici e di magistrati pistaroli, come si dice con espressione agghiacciante divenuta proverbiale, deve cambiare la parola chiave, di contenuto terroristico, che ha circondato l’incidente aereo in cui morì il presidente dell’Eni Enrico Mattei, il 27 ottobre del 1962 nel cielo di Bascapè, Milano. Devono scrivere “maltempo” dove era stato scritto, in articoli, libri, fascicoli giudiziari, film e molto altro, e per più di cinquant’anni, “complotto”. Una controinchiesta di Lupo Rattazzi, pilota, studioso degli incidenti aerei, fornisce una spiegazione attendibile e drammatica, ma piana e lucida, esente dalla febbre pistarola dell’omicidio politico del signore del petrolio e della politica italiani, di che cosa sia successo e perché sia successo in quel giorno fatale che..

Leone XIV. Un papa eletto per ridare la chiesa ai cattolici

Con un effetto di sorpresa degno del Belli, i sorcetti cardinali si sono sbrigati e hanno spinto sulla Loggia delle Benedizioni un principe di Curia elegante, mozzetta stola e rocchetto al posto loro, molto latino benedicente, opportuna indulgenza, e un’Ave Maria in coro dedicata alla Madonna devozionale di Pompei, personalità autonoma fin dal nome leonino che si è scelto, bellissimo viso, sguardo non tormentato, leggermente malinconico, come dovuto da un agostiniano (Lutero era di quel giro, ma malinconico non era, piuttosto era un furioso di Dio), attitudine aperta al mondo come un bravo manager di Goldman Sachs (blasfemia) e in contraddizione con dodici anni di tiritere e filastrocche pauperiste e pacifiste e buongiorno e buonasera. La pace che augura a tutti, mentre le riprese televisive lo trasformano immediatamente in un..

Cardinali. Una devozione atea e un incanto rosso porpora

I successori degli apostoli sono i vescovi, e già non è poco come parure e mestiere, ma i cardinali hanno in più una speciale dignità, il rosso porpora del martirio e un’aura di supremo comando dello spirito e della carne. Ogni volta che li vedo in abito solenne e in cammino verso il Conclave, come avvolti nei prodigi dell’arte tra baldacchino e icone mariane, non finisco di stupire e meravigliare. Come si faccia a non ammirare i preti è sempre stato per me un mistero. Sono consacrati alla fede nell’Incarnazione, e l’ordine a cui appartengono non è integralmente di questo mondo, allude al mistero, eppure le loro sottane, talari, mozzette, le stole, gli zucchetti, gli anelli e altri ornamenti in processione indicano un che di disincarnato e di disincantato, sono..

Che orrore il concertone. Viva il corteo del primo maggio

Bisognerebbe ripristinare il corteo del Primo maggio e abolire quella tamarrata incivile del Concertone. Il corteo era organizzato non da discografici o altri energumeni del mondo del commercio musicale, politicamente e civilmente en travesti, ma da onesti (più o meno) funzionari di partito e da dirigenti del sindacato, da segretari di sezione e attivisti Arci, e altri generosi compagni. Tutta o quasi tutta brava gente che credeva in quel che faceva (più o meno) e faceva quel che credeva (più o meno). La dimostrazzzzione non dipendeva dalle riprese televisive e da altri videazzi & schiamazzi, erano le telecamere che dipendevano dal corteo. Non c’erano gli esibizionismi personali e di band, i famosi insopportabili monologhi, sempre a sfondo umanitario, sempre contro la guerra il razzismo e il fascismo e il sessismo..

Le ambizioni forti e alte di un Papa, forse pure fuori misura

Se un Papa non piace ci si sente in colpa. Giudicare un papato sembra un atto fuori misura. Sentimenti e idee personali a parte, un bel po’ di mondo Francesco se lo è fatto piacere da subito, perfino troppo, per recuperare uno stadio di innocenza affettiva compromesso dalle raffinatezze teologiche e letterarie di Paolo VI, dai suoi tragici dubbi, e poi dallo spirito regnante e guerriero di Wojtyla, dalle sue tragiche certezze, e dalla soave intrattabilità teologica e morale di Ratzinger, custode non negoziabile di una fede e di una cultura che stavano soccombendo di fronte al wokismo relativista. Esigere una vita innocente è precisamente il male di quest’epoca, almeno secondo un’idea tradizionalista o conservatrice di intelligenza e cultura. Ma va anche detto che Francesco, sotto quel sorriso che era..

Visto da vicino. Ritratto di Letta, adolescente di 90 anni

In principio fu orrore puro. Gianni Letta, che fa oggi novant’anni portati da adolescente, beato lui con la sua magnifica famiglia di musicofili e cinefili, era il prototipo del brasseur d’affaires romano, dunque abruzzese di stirpe purissima, che detestava tutto quanto io amavo: il decisionismo, Craxi, la cultura comunista dura e scostante, il socialismo nazionale tricolore che sfidava i resti del comunismo con un gagliardo anticomunismo, la possibilità di mettere i missili a Comiso e salvaguardare il patto con Arafat su Abbas per l’Achille Lauro, la socialdemocrazia pimpante e antidemocristiana, la pazzia di Cossiga, poi la tv scollacciata e spazzatura ossia il muro di Vespa e del salotto Angiolillo e del dottor Agnes, un muro altissimo e invalicabile per me che odiavo la tv del focolare, ci univano forse soltanto..

Gerenza

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