Giulio Ucciero per Huffington Post

2026, l’anno in cui capiremo
se Giorgia Meloni è imbattibile

Sala Tatarella, Camera dei deputati. Giorgia Meloni prende in mano un bicchiere. Sgoccioli all’anno nuovo, un brindisi atteso dal sapore dolceamaro: “È trascorso un anno tosto ma non preoccupatevi, perché il prossimo sarà molto peggio”. Realismo o pessimismo, saranno i prossimi mesi a dirlo. Quando la premier, sempre forte nei sondaggi, dovrà districarsi tra le sfide internazionali, in bilico tra l’irascibile amico Donald Trump e gli alleati europei, resistendo alle pressioni leghiste sull’Ucraina, con un’economia interna stabile ma che non cresce e le sfide referendarie all’orizzonte. Un 2026 che ci dirà se Meloni invincibile lo è veramente. I timori sono noti. La cavalcata di tre anni fa non ha portato alla rivoluzione, ma alla stabilità governativa. Non poco, passando in rassegna gli esecutivi italiani. Non abbastanza, ragionano negli ambienti meloniani,..

La cosa azzurra. Ecco le truppe di Occhiuto contro Tajani

“Una scossa liberale”, al centrodestra e alla sua Forza Italia che “galleggia all’8-9%”. Non ne vuole sapere di “correnti polverose”, ma Roberto Occhiuto parla da leader nel tempio romano del berlusconismo. Un discorso lungo, accorato, sulle liberalizzazioni, la riforma della giustizia da “intestarci”, i diritti civili da ridiscutere. Davanti a ventuno parlamentari di FI presenti, viene citato il sindaco di NY Mamdani e mai Antonio Tajani, anche se il leader azzurro “è una bravissima persona", certifica Matilde Bruzzone in Berlusconi. “Serve più umanità in politica”, confessa la moglie del nipote del Cav, come “quella di Pepe Mujica”. Rivoluzione uruguayana a Palazzo Grazioli. Non sarà una nuova corrente, come si affrettano a dire tutti i presenti, ma ragazzi c’è un’aria frizzantina a Roma. I tempi non sono più quelli di Silvio..

In Forza Italia s’avanza Occhiuto,
il liberale che piace ai Berlusconi

“Qui in Calabria ho la Lega con me e faccio il liberale lo stesso”. Gongolava così, a inizio novembre, Roberto Occhiuto. Incassata la vittoria “sacrosanta e liberale” sui taxi, quindi contro i lacciuoli su Ncc stretti da Matteo Salvini, esultava sventolando quello che pareva già un manifesto. Del governatore calabrese si parla tanto in Parlamento. E non più sottovoce. Il forzista, rieletto dopo un azzardo tutto politico, non smania. Convegni, iniziative regionali, incontri milanesi e amici romani lavorano per lui. La notizia sta dividendo la sonnacchiosa Forza Italia. I pretoriani di Antonio Tajani si affrettano a smentire. “Panna montata”. Simbolo di un certo nervosismo, chiosa l’ala ai margini dell’attuale classe dirigente azzurra. Perché i messaggini stanno arrivando “a valanga”. Prima, il ricevimento a casa Berlusconi, rivelato da AdnKronos: un mese..

Il proporzionale è la legge
che Meloni vuole per rivincere

“Ma quale rosicata, è nell’interesse della nazione”. Nella sala macchine di via della Scrofa i meloniani fanno quadrato attorno alla nuova legge elettorale. A svelare i progressi ci ha pensato Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia. Tastati i risultati dell’ultima tornata di regionali, scontati certo, ma positivi più per il centrosinistra, il colonnello della premier ha spostato l’attenzione: “Se si votasse oggi non ci sarebbe la stessa stabilità che abbiamo ora. È una riflessione che facciamo anche sulla legge elettorale”. Una proposta è in cantiere: piace il sistema proporzionale con un premio di maggioranza, ma Lega e Forza Italia non sono convinti dell’indicazione del premier nella scheda. Ragionamenti che diventano un “blitz” per l’opposizione, che piuttosto si trincera dietro il mai amato Rosatellum. Continua su Huffington Post

Cronache dal multiverso: Di Pietro
col governo contro i magistrati

“Ma che c’azzecca Antonio Di Pietro con questi qui?”. L’ex magistrato di Mani Pulite ironizza su se stesso entrando in Parlamento. Poi fissa al bavero della giacca la spilletta pro riforma della giustizia e inizia lo show: “Da pm ero contrario alla separazione della carriere, ora ho cambiato idea ma non sono un traditore”. Davanti ai suoi nuovi “compagni di viaggio”, i fondatori del comitato per il Sì della Fondazione Einaudi e i parlamentari di Forza italia, ruba la scena tra battute e affondi: “Alcuni critici dicono che questa riforma aumenta i poteri dei procuratori, altri che li diminuisce: ma non è che vi rode soltanto?”. Il Di Pietro che non t’aspetti molti lo attendevano da parecchio. È l’uomo di punta del fronte del Sì, da contrapporre all’Associazione nazionale magistrati,..

TikTok. Come la politica si è lasciata sbriciolare dai social

Corsi e ricorsi. Post, canzoni, balletti. Non c’è elezione e, per estensione, momento della vita politica senza social. Chi canta canzoni in Puglia, chi pubblica meme a tema Halloween, chi si butta con un carico di spontanea goffaggine su una nuova piattaforma, chi cerca testimonial pop per battaglie referendarie, chi diventa virale perché “cringe”. Una vecchia pratica della politica, che vuole arrivare ovunque e si adatta agli strumenti del momento, con successi alterni. È la tiktokizazzione, bellezza! Dopo 8 secondi distogliamo lo sguardo. Lo dice una ricerca dell’Università dell’Ohio. Esagerano? Chissà. Lo span di attenzione è sempre più ridotto, nel 2000 era 12 secondi. Sarà questa, forse, la statistica che strateghi politici e candidati hanno stampato nei loro uffici. Un monito prima di ogni post. Il risultato è una rincorsa..

La Toscana rimane a sinistra

Nel centrodestra FdI resiste, ma è la Caporetto delle truppe leghiste del generale Vannacci

Lo sciopero è vietato
ma la piazza non cede

Abbordata la Flotilla, il governo cavalca il day after. Un’escalation potenzialmente controproducente. Le manifestazioni di piazza continueranno, come le barche pronte a ripartire in direzione Gaza. Dichiarazioni roboanti e codicilli accelerano i preparativi di un fine settimana caldo. La Commissione di garanzia sugli scioperi definisce “illegittimo” quello proclamato ieri per domani, venerdì 3 ottobre, da Cgil e sindacati di base. La premier Giorgia Meloni ironizza: “Weekend lungo”; dal ministero di Matteo Salvini spiegano che chi partecipa domani "ne pagherà personalmente le conseguenze"; il Viminale teme gli scontri. Università occupate nella notte, cortei improvvisati in tutta Italia, manifestazioni già previste irrobustiscono uno sciopero che, per paradosso, trarrà forza dalla sua stessa delegittimazione. Continua su Huffington Post

Sanità: Schillaci commissariato da
Gemmato, patrono dei farmacisti

Non chiamatelo commissariamento. Anche se di fatto lo è. Il sottosegretario alla Salute di Fratelli d’Italia, Marcello Gemmato, probabilmente già nel Consiglio dei ministri di domani, sarà promosso viceministro. “Incrociamo le dita”, sperano i meloniani. Fedelissimo della premier, Gemmato è un politico e "non un medico". Un modo nemmeno troppo soft per dire che l’insofferenza attorno al ministro Orazio Schillaci, reo di aver sciolto la commissione sui vaccini per le critiche dei colleghi medici, non è estinta. Continua su Huffington Post

Gerenza

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