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Lorenzo Santucci per Huffington Post

Allarmi aerei. Europa sotto scacco di una guerra ibrida

Segnalate bombe su 27 voli, di cui 6 su rotte da e per l'Italia. Si alzano in volo i jet, ma tutto si risolve senza alcuna conseguenza. Una strategia del caos che arriva dopo gli alert sui droni e quelli nei supermercati

Trump bombarda l’Iran a parole
Poi rimanda e il mondo rifiata

L'escalation delle dichiarazioni a ridosso dell'ultimatum all'Iran - ore 20 di Washington, le 2 di notte in Italia, le 3.30 a Teheran - aveva raggiunto un livello tale che la Casa Bianca era costretta a smentire che Donald Trump fosse in procinto di sganciare la bomba atomica sull'Iran. Quando il mondo sembrava precipitare in una spirale fuori controllo, arriva però l'annuncio di una tregua di due settimane che coinvolge Iran, Israele e Stati Uniti, con l'avvio di un negoziato sulla proposta in 10 punti avanzata dall'Iran, e con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi che dice che "Hormuz riapre per due settimane". Trump aveva portato la sua retorica aggressiva a un livello mai sentito prima. Non sembravano equivocabili le parole del presidente, secondo cui "stanotte morirà un’intera civiltà, per sempre...

Iran-Usa, aperte le trattative
Trump fa slittare l’ultimatum

Il mondo stava guardando con crescente terrore allo scorrere del tempo dell'ultimatum fissato da Donald Trump al regime iraniano per riaprire lo Stretto di Hormuz. Le Borse asiatiche e poi quelle europee segnavano un pesante rosso, i mercati obbligazionari erano in fibrillazione e i prezzi di petrolio e gas in decisa crescita. Poi arriva l'annuncio di Trump: "Negli ultimi due giorni, noi e l’Iran abbiamo avuto conversazioni molto buone e produttive sulla risoluzione completa e totale delle ostilità”, scrive il presidente degli Stati Uniti su Truth cogliendo tutti di sorpresa. Bastano queste parole per invertire completamente il sentiment dei mercati, con le Borse che recuperano il territorio positivo, gli spread che si riassestano, il petrolio e il gas che calano. Continua su Huffington Post

Sequestrata una petroliera russa
Alta tensione fra Trump e Putin

Le forze statunitensi sono salite a bordo di una petroliera sanzionata e legata al Venezuela (ora battente bandiera russa) nell'Atlantico settentrionale, dopo averla inseguita per settimane. Il sequestro, che potrebbe alimentare tensioni con la Russia, è avvenuto dopo che la petroliera "Marinera" (originariamente nota come "Bella-1") è riuscita a superare un "blocco" marittimo statunitense sulle petroliere sanzionate, respingendo i tentativi della Guardia Costiera statunitense di abbordarla. Secondo quanto dichiarato da funzionari americani, navi militari russe si trovavano nelle vicinanze al momento dell'operazione, incluso un sottomarino russo. Continua su Huffington Post

Droni colpiscono casa Putin
Mosca annuncia rappresaglia

Chi avesse creduto che fosse la volta buona fra Russia e Ucraina, è rimasto gelato da un repentino passo indietro del negoziato. La Russia accusa l'Ucraina di aver cercato di colpire direttamente Vladimir Putin, con 91 droni lanciati nella notte tra il 28 e il 29 dicembre contro la residenza presidenziale di Novgorod, tra Mosca e San Pietroburgo, tutti abbattuti dalla contraerea russa. Ancora riecheggiano le parole di Volodymyr Zelensky nel suo discorso di Natale, sul sogno condiviso da tutti gli ucraini "che Putin muoia". Così Sergei Lavrov annuncia che sono stati già decisi "i tempi e gli obiettivi della rappresaglia", che la Federazione russa non lascerà il tavolo con gli Stati Uniti, ma "rivedrà la sua posizione negoziale" e quindi anche la sua flessibilità nelle richieste. Zelensky respinge con..

Ucraina, Putin alza la posta
La pace sempre più difficile

I russi potranno tornare a gareggiare nel Judo con tanto di inno e bandiera. La Federazione mondiale di Judo (Ijf) - di cui Vladimir Putin è stato presidente onorario, poi espulso in seguito alla guerra - è la prima a porre fine al bando internazionale per lo sport. Da Bishkek, in Kirghizistan, il presidente russo non commenta quello che potrebbe essere un primo passo verso l'avvicinamento della Federazione russa alle Olimpiadi di Los Angeles, una delle tante questioni di cui sta discutendo con gli Usa. Se la parola Judo significa "via della cedevolezza", capacità di sfruttare la forza dell'avversario a proprio vantaggio, Putin si appoggia della forza degli Stati Uniti per fissare un prezzo altissimo per mettersi a sedere e dialogare anche con l'Ucraina per la fine della guerra. La..

Generali palle di lardo
“Il Pentagono ai guerrieri”

“Basta con i monaci dell’identità, gli uffici su Equità, Diversità e Inclusione, i tizi in abiti elegante con il culto del cambiamento climatico o le illusioni di genere. Siamo diventati il dipartimento woke, questo non succederà più. Abbiamo finito con questa merda”. Bastano pochi minuti a Pete Hegseth per fugare ogni dubbio sulle motivazioni con cui ha convocato alla Marina Corps di Quantico, in Virginia, oltre 800 generali e ammiragli delle Forze Armate americane. Prende la parola il capo del Pentagono: "Benvenuti al Dipartimento della Guerra, perché l’era di quello della Difesa è finita”. Il cambio di nome è stato deciso a inizio settembre e non è solo una questione simbolica. “Il nostro compito è prepararci alla guerra e vincerla. Non perché la vogliamo, ma perché vogliamo la pace”, afferma..

Netanyahu non si ferma
“Perché serve occupare Gaza”

Due conferenze stampa, una nel primo pomeriggio con i media stranieri intitolata “Aprite gli occhi sulle menzogne di Hamas”, un’altra con la stampa nazionale che verso sera, per ribadire un solo concetto: Israele andrà avanti col suo piano per la Striscia di Gaza. Di fronte alle lamentele della comunità internazionale e alle proteste che montano nel paese per chiedergli di fermarsi, Benjamin Netanyahu non indietreggia di un passo, e chiede di non cadere nella trappola dei media. “Contrariamente a quanto si possa pensare, questo è il modo migliore per porre fine alla guerra”, afferma promettendo “tempi brevi”. Un’azione necessaria, dice, perché nella Striscia “ci sono ancora migliaia di terroristi di Hamas”. Continua su Huffington Post

Teheran cerca sponde
per mediare con Trump

Se l'Iran si guarda attorno, non trova tanti alleati disposti a sostenerlo nella battaglia contro Israele. Si muove la Russia di Vladimir Putin, ma è un mediatore che non è accettato da molti. Si muove la Turchia di Recep Tayyip Erdoğan, che assume posizioni contro Israele, accusato di "obiettivi ampi e subdoli". L’Iran sta cercando un aiuto per frenare l’avanzata di Israele. Continua su Huffington Post

Partita chiusa per Zelensky
Putin lo tiene, Trump lo mena

Stavolta lo strappo si consuma a distanza, non nello Studio Ovale e in mondovisione, ma la sostanza è la stessa: Donald Trump accusa Volodymyr Zelensky di voler "prolungare lo sterminio" con la sua inutile e ostinata resistenza nella difesa dei territori, di essere "un uomo senza carte da giocare", di costringere l'Ucraina in una situazione "disastrosa", per cui può scegliere, "può ottenere la pace o può combattere per altri tre anni prima di perdere l'intero Paese". Tutto questo mentre il Cremlino fa sapere che le dimissioni di Zelensky non sono tra le richieste della Russia all'Ucraina, tuttavia qualsiasi documento da lui firmato, secondo Mosca, può essere contestato per la sua illegittimità. Continua su Huffington Post

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