Visto che siamo nel ballo, balliamo. E visto che Giorgia Meloni si è decisa finalmente a tagliare la testa di Daniela Santanché, ministro del Turismo, torniamo a a parlare di turismo. Anzi, della corrente turistica di Fratelli d’Italia, quella lobby sotterranea che ha macinato carrettate di denaro pubblico – solo in Sicilia oltre cinquanta milioni di euro – per promuovere il clan e agevolare la carriera dei confratelli. I reggenti dell’allegra “loggia” siciliana si conoscono: i nomi sono saltati fuori con gli scandali di Cannes e See-Sicily e con le inchieste giudiziarie che hanno travolto Gaetano Galvagno, presidente dell’Ars, ed Elvira Amata, ovviamente assessore al Turismo. Ma a livello nazionale chi coordinava la danza e contraddanza di tutti quei piccioli? Siamo sicuri che il grande burattinaio fosse la Santanché? Forza Meloni, scopriamole tutte le tombe.


