La prima grana di Lagalla si chiama Cascio

In attesa dell’insediamento di lunedì mattina, il nuovo sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, deve fare i conti con le prime grane. Quella più incombente è rappresentata dal ruolo di Francesco Cascio nella nuova Amministrazione. Il forzista ha fatto un passo di lato per consolidare l’alleanza di centrodestra, rinunciando alla candidatura coi manifesti già affissi. E adesso si aspetta una ricompensa. “Cascio vicesindaco è un argomento fuori quota, fuori concorso – ha detto l’ex presidente dell’Ars a Live Sicilia -. Dovrebbe essere così a prescindere, per la mia storia, per quello che ho fatto e per gli accordi che, tra gentiluomini, non si tradiscono. Ma, alla luce dei risultati dei partiti, non possono esserci dubbi”.

“Roberto Lagalla – insiste Cascio – vince grazie alla circostanza che io ho compiuto un passo indietro. Se fossi rimasto in gara, oggi, affronteremmo un ballottaggio. Io ci sarei stato, non so con chi”. Inoltre “ricordo anche il sondaggio che mi dava primo, al trenta per cento, girando, ho visto il consenso crescere sul mio nome in modo esponenziale. Sono grato a Palermo per la fiducia che mi ha dimostrato”.

Anche Gianfranco Micciché, nel corso di una recente intervista, ha ricordato che il candidato Cascio avrebbe vinto più comodamente di Lagalla. Il quale, invece, accusa un ritardo di 6 punti rispetto alle liste che lo rappresentano. Insomma, per garantire gli equilibri dei partiti del centrodestra, il sindaco non sembra avere molte vie d’uscita. Cascio lo bracca: “Vicesindaco, oppure? Oppure niente – risponde – non sarò in giunta. Non elemosino. Le promesse si mantengono, soprattutto davanti a Palermo. E io sono già stato abbastanza disponibile”. L’esponente forzista se la gioca con Carolina Varchi: anche la deputata palermitana ha fatto un passo di lato, spalancando all’ex rettore le porte di piazza Pretoria. FdI insiste per la vicesindacatura, ma in fondo potrebbe accontentarsi anche della presidenza del Consiglio, per la quale rimangono in pista Scarpinato e Milazzo, i primi eletti di una lista che contava anche gli uomini di Musumeci.

Paolo Mandarà :Giovane siciliano di ampie speranze

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie