Delitti eccellenti e depistaggi: è la Palermo dei labirinti

Se venite a Palermo, in questa città “reggia e conventuale”, non lasciatevi incantare dalle cupole maiolicate di San Giuseppe dei Teatini o di Santa Maria dell’Ammiraglio. Spostatevi su Palazzo di giustizia e fatevi consegnare, da qualche anima pia, la mappa dei misteri che in cinquant’anni nessun tribunale è riuscito mai a risolvere. Vi troverete di fronte a un labirinto verminoso, dove la verità si è quasi sempre confusa coi teoremi e dove il lavoro di procuratori e investigatori è stato spesso ammorbato da inefficienze e stoltezze, ma anche da indicibili trame e insospettabili collusioni. Non bastava il mistero doloroso che ancora avvolge mandanti ed esecutori della strage di via d’Amelio, con centosette magistrati che, in undici gradi di giudizio, non sono riusciti a stabilire con certezza chi abbia decretato, in..

Repubblica in vendita. Ed Elly teme per le sorti del Pd

Hanno “una certa idea dell’Italia”, ma non sapranno a chi raccontarla. Prima di perdere la libertà di stampa, rischiano di perdere Repubblica. Elly Schlein teme la dismissione dei quotidiani del gruppo Gedi e sta parlando di “una cessione pericolosissima”, che può “indebolire la sinistra”, una vendita che va evitata coinvolgendo, e convincendo, capitani coraggiosi, imprenditori o banchieri illuminati. I nomi sono due: Carlo Feltrinelli e l’imprenditore Brunello Cucinelli. La segretaria lamenta che “i Tg Rai impaginano ormai l’Italia di Meloni”, che manca “un editore che sostenga la sinistra”, un editore che “possa raccontare il nostro programma”, far sentire liberi i giornalisti. Viene data per certa, a fine anno, la vendita dei quotidiani del Gruppo Gedi (Repubblica e La Stampa) all’editore greco Kyriakos Kyriakou, armatore e amico personale del primo ministro,..

“Chi ha voluto Vannacci?”
Salvini rinnega il generale

Meglio perderlo che trovarlo. E finalmente il Capitano ha capito. Il Generale che si tiene a servizio è anche quello che gli spara alle spalle. Matteo Salvini, l’altro giorno, ha avuto un’epifania che ha sbalordito i già attoniti dirigenti della Lega. “Ragazzi”, ha esordito, “mi sono convinto di una cosa…”. Si ferma quindi per una pausa tecnica, dopodiché prosegue con tono di profonda analisi veritativa: “Vannacci ci fa perdere più voti di quanti ce ne fa guadagnare”. Immaginatevi la faccia degli altri mentre il segretario e vicepremier pronuncia queste parole – ed è impossibile rendere l’idea della stupefazione che prova il colonnello leghista che ci racconta questa scena. “Vannacci, sui social, ogni minuto urla contro migranti, islamici, ma soprattutto denuncia l’invasione persino della Lombardia dove però governiamo noi”, diceva Salvini..

Parigi. L’ex presidente Sarkozy
varca il portone del carcere

L'ex presidente francese Nicolas Sarkozy è atteso stamattina nel carcere della Santé a Parigi per essere incarcerato, circa un mese dopo la sua condanna per associazione a delinquere nell'ambito del caso dei sospetti finanziamenti libici alla sua campagna presidenziale del 2007 che lo portò all'Eliseo. Sarkozy ha contestato la condanna e la decisione del giudice di incarcerarlo in attesa del ricorso in appello. Uno dei figli, Louis, ha organizzato una manifestazione a sostegno del padre nel quartiere in cui vive con la moglie, Carla Bruni-Sarkozy, per accompagnarlo prima che entri in prigione. Fin dalla condanna, la top model diventata cantante ha condiviso sui suoi canali social foto dei figli du Sarkozy e canzoni in onore del marito. In un'intervista rilasciata a Le Figaro, Sarkozy ha detto di essere pronto per..

Dopo mille vaffa ai giornalisti
ora invocano la libertà di stampa

Uno dei più trafelati urlatori grillini (siano ex, post o neo grillini, quello rimangono), Dario Carotenuto, da tempo addetto – per mandato o per vocazione – al quotidiano abbaio contro le destre e specialista dell’ululato al genocidio, ha fatto la sua chiamata al popolo su X: “La libertà di stampa è un pilastro della democrazia. Quando un giornalista viene minacciato, quando un’inchiesta viene ostacolata, non è solo un individuo a essere colpito, ma il diritto di tutti a conoscere, a capire, a essere informati”. Oggi saranno in piazza a Roma, “al fianco di @SigfridoRanucci e di tutti coloro che credono in un’informazione libera e indipendente”. È la manif “VIVA LA STAMPA LIBERA!” – scritto in maiuscolo perché lo stile turpiloquente da strilloni dell’internet è rimasto nonostante le pochette – in..

Soldi non spesi. Perché sono inutili le strigliate di Schifani

Nel bilancio della Regione per investimenti c’è poco e quel poco viene anche sprecato. I finanziamenti europei non si spendono o si spendono solo in parte e tutte le volte che questo brillante risultato viene alla luce, i politici strillano, buttano la palla in curva, attribuiscono ad altri la responsabilità, alla burocrazia in particolare, che di sua ne ha tanta. Chiamano in causa i dirigenti da loro stessi nominati. È successo nel passato e puntualmente capita anche ora per i fondi del PNRR. Schifani e la sua giunta hanno scelto i vertici dei dipartimenti a febbraio scorso, con criteri che certo non hanno tenuto conto della competenza di ciascuno, ché se poi quella c’era, bene, in ogni caso non risultava uno dei requisiti richiesti, per lo meno non il più..

“La Sicilia deve imparare a raccontare anche i suoi santi”

Non sempre e non per tutti il venerdì 17 è giorno infausto. Può essere quello in cui il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha annunciato che sarà finanziato il film su Biagio Conte, il “san Francesco” di Palermo, popolare missionario laico morto nel 2023 dopo una vita spesa per i poveri e i sofferenti. Ne è felice Gloria Giorgianni, fondatrice e amministratore delegato di Anele, la società di produzione che s’era vista bocciare a più riprese il progetto prima dalla Sicilia Film Commission poi nella manovrina economica, ma che s’era ripromessa di portare comunque a compimento l’opera anche a dispetto dei conti aziendali. Intanto, tra i disegni divini e quelli umani (spesso ugualmente imperscrutabili), la cronaca di questi giorni segnala l’intitolazione di una strada a fratel Biagio sulle Madonie,..

Schlein e Meloni sì insultano
perché conviene a tutte e due

Fa un certo effetto sentire emeriti prof, come Massimo Cacciari, che prendono sul serio Elly Schlein e sfoderano teorie filosofiche per darle ragione quando incolpa la destra degli attentati a Sigfrido Ranucci. Idem per quei megafoni governativi i quali si sono precipitati a sostenere che sì, effettivamente la sinistra è peggio di Hamas, addirittura “più fondamentalista” di quei sanguinari tagliagole (come ha sostenuto Giorgia Meloni). Chiunque capisca un po’ di politica non perde tempo ad approfondire quanto ci sia di vero o di falso in affermazioni del genere, perché è chiaro che libertà e democrazia non corrono rischi, altrettanto evidente che la sinistra non è infarcita di terroristi. Sono eccessi verbali o, se si vuole, sparate buone per i comizi. E qui sta, forse, la spiegazione più vera senza bisogno..

Elly e Giorgia, scontro totale
Accuse e parole di fuoco

Il duello è oramai senza esclusione di colpi, in una sorta di campagna elettorale permanente: la scintilla del nuovo, durissimo, scontro tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein la accende la segretaria dem, che dal palco del congresso del Pse lancia l'allarme sulla "libertà a rischio" quando l'estrema destra è al potere. Immediata e piccatissima la risposta della presidente del Consiglio, che taccia le esternazioni della leader del Pd come "delirio puro". E il botta e risposta a distanza, per lo più via social, si porta dietro le rispettive tifoserie, con la maggioranza che fa subito quadrato attorno alla premier mentre il Pd respinge gli attacchi di chi, come ribatte la stessa Schlein, sa solo fare "vittimismo" e non dà "risposte" al Paese. Nel mezzo Carlo Calenda prende la parola, sempre..

Libri. Ritratto di matriarche in un interno siciliano

Donne di Sicilia. Madri e figlie impilate come matrioske. In attesa, chissà, che venga il loro turno sul ponte di comando. E le zie. Ché non si può affrontare il tema del matriarcato o, quanto meno, del condizionamento femminile sulla letteratura e sulla società siciliana senza tirare in ballo le celeberrime zie di Leonardo Sciascia. Una sorta di triumvirato, Angela, Nica e Marietta. Lui le amò teneramente tutta la vita, memore del tempo e delle cure che gli avevano dedicato durante l’infanzia. E dell’educazione ricevuta, i cui dettagli “antifascisti” – si era negli anni Venti dell’Italia fascista - raccontò nel capitolo Breve cronaca del regime, quasi all’inizio del romanzo autobiografico Le parrocchie di Regalpetra, pubblicato nel 1956. Certo, “lo scrittore è memoria”, diceva sempre Sciascia. Lo ripeté anche a me,..

Gerenza

Buttanissima Sicilia quotidiano online è una testata regolarmente registrata. Registro generale n. 223.
Registro della Stampa n.5 del 24/01/2018 presso il Tribunale di Palermo

Editore: Salt & Pepper S.r.l. Tel +39 091 7302626 P.IVA: 05126120822

Direttore responsabile Giuseppe Sottile

Change privacy settings

Cookie Policy

Contatti

+39 091 7302626
www.buttanissima.it
Via Francesco Scaduto, 2/D – Palermo
Questo sito è associato alla
badge_FED