Quello di Schifani è solo il governo della “spartenza”
di Calogero Pumilia
Inciampa, ruzzola, si rialza, gira su se stesso e prosegue, sempre al timone di una imbarcazione per una navigazione virtuale. Questa volta, quando si è votato la quarta manovra finanziaria dell’anno con una dotazione consistente, Schifani è finito nella rete che lui stesso aveva predisposto. Con una furbata, roba neppure da consiglio comunale di un modesto centro, ha fatto uscire dall’aula una parte della sua maggioranza, con l’obiettivo di rendere palese il “tradimento” di Fratelli d’Italia, e questa volta avrebbe trovato l’accordo con le opposizioni. Gli è saltata così una parte della manovra, quella che finanziava per ben trenta milioni – il resto, molto di più, è destinato a spese d’obbligo - le minutaglie, i campi di padel, i marciapiedi, i campetti di calcio e altre amenità di questa natura...