Dove va la Francia di Macron?
“Verso la noia”, sostiene Ferrara
Macron è impopolare. Bayrou, il democristiano, il centrista, fa le valigie con tutta l’austerità incorporata nel suo bilancio, arrivando persino ad abolire due festività nel Paese della festa continua e delle pensioni giovanili. A parte i suoi errori, Macron resta un presidente liberale: già è un miracolo che abbia portato a termine un mandato e mezzo. Presidente dei ricchi, come fu Giscard d’Estaing che però si fermò a uno solo, in una Francia che ama compiacersi di essere giacobina e barricadera anche quando al potere ci sono i conservatori, che si chiamino mon général come de Gaulle o un professore di liceo di provincia come il gollista Pompidou. E ora, forse, toccherà a un altro docente liceale come Mélenchon, trombone della Francia indomita e frontista di sinistra, oppure a Marine..