I nostri fantasmi. Quanti deliri sul naufragio di Porticello

Per uno scherzo del destino due ex colleghi sono rimasti coinvolti in incidenti in due punti del mondo lontani migliaia di kilometri, ma per i complottisti è vietato parlare di coincidenza e ci deve essere sotto qualcosa. Stephen Chamberlain, 52 anni, ex top manager di Autonomy, la società di sviluppo software del miliardario Mike Lynch disperso (e ormai probabilmente morto) assieme alla figlia e ad altre cinque persone in seguito al naufragio del suo super yacht al largo delle coste di Sicilia, è morto ieri in ospedale per via delle ferite riportate dopo essere stato investito mentre faceva jogging a Stretham, nella contea di Cambridge, in Inghilterra. L’incidente è avvenuto sabato, ma inizialmente la polizia non aveva reso nota l’identità della vittima. È stato l’avvocato di Chamberlain, Gary Lincenberg, a..

M5s, Grillo chiude a Conte
su nome, simbolo e mandati

Si intitola "Il nostro Dna" l'ultimo intervento di Beppe Grillo sul suo blog, con il garante del Movimento 5 stelle che si rivolge agli attivisti per quello che definisce il "crocevia fondamentale nella nostra storia". Lo fa con una riflessione "sulle nostre radici e su ciò che ci ha unito sin dall’inizio", a partire da quell'ideale chiaro di "creare un’alternativa al sistema politico tradizionale". In vista della Costituente di M5S, l'intervento serve a Beppe Grillo per riaffermare "tre pilastri imprescindibili: il nostro simbolo, il nostro nome e la regola del secondo mandato". Il fondatore parla di "tre nostri pilastri non sono in nessun modo negoziabili e non possono essere modificati a piacimento". Il simbolo, che "è un richiamo al cambiamento, è l’emblema di un’intera rivoluzione culturale e politica", è "la..

Sindrome del complotto. Tutte le volte di Meloni & Meloni

Un complotto (presunto) per ogni stagione. Quello che, secondo la tesi della premier, Giorgia Meloni, e tutto il suo partito, sarebbe stato ordito nei confronti di Arianna Meloni è solo l'ultimo di una lunga lista. "Con Arianna uno schema già visto contro Berlusconi, sono sotterfugi per provare a sconfiggere chi vince democraticamente", si è sfogata la premier con l'Ansa parlando della tesi di Alessandro Sallusti, secondo cui ci sarebbe un complotto di giornali e magistratura per colpire la sorella e indagarla per traffico di influenze illecite per un presunto (smentito dalla diretta interessata) interessamento in alcune nomine, in particolare quelle che riguardano la Rai e i vertici di Trenitalia. Solidarietà alle sorelle Meloni e allarmi di complotto da parte dei "poteri forti che non ci fanno paura" (copyright: Tommaso Foti,..

Effetto Bartolozzi su Nordio
Il ministero è in pieno caos

Dietro la confusione del Guardasigilli Nordio sulle carceri, palesatasi con il suo auspicio di incontrare il presidente Mattarella per parlare di soluzioni al sovraffollamento, proprio mentre in Parlamento si votava il suo decreto carceri, si cela anche una fase di turbamento che sta interessando il ministero della Giustizia. La squadra ministeriale, infatti, continua a perdere pezzi. Dopo il capo di gabinetto, Alberto Rizzo, dimessosi a febbraio, e la direttrice dell’ispettorato, Maria Rosaria Covelli, andata via a maggio, stavolta è il turno di Raffaella Calandra, che ha deciso di lasciare il suo incarico di capo ufficio stampa del ministro, per tornare al Sole 24 Ore. Fonti di Via Arenula riferiscono che all’addio avrebbe contribuito l’ormai solito, costante attivismo di Giusi Bartolozzi, nuova capa di gabinetto. Continua su ilfoglio.it

Chi vota Vannacci? Chi ha perso il valore della parola

Gli invotabili sono una categoria particolare, oggi molto in auge e molto votata. Il macroesempio è Trump, che si dice protetto da Dio per salvare il mondo. Si può votare un tronfio megalomane? Il microsempio è il generale italiano che minaccia di aprire la patta dei pantaloni come atto di gender culture e, dimostratosi maschio in effigie potenziale, vuole dimostrarsi anche bianco affermando con una certa pomposa solennità che Paola Egonu è nera di pelle. Si può votare un uomo dall’intelligenza tanto temeraria? Certo che no. Eppure questa posizione, questo scontato diniego, deve conquistarsi il suo spazio, la sua credibilità intellettuale e politica, insomma bisogna faticare per un obiettivo in apparenza così ovvio, così facile in teoria da raggiungere. Come mai? Fior di conservatori americani hanno spiegato che Trump non..

Tutti scrittori. Chi ci salva da questa fiera della vanità?

Aiuto. Che Dio ci salvi dai sedicenti scrittori che, sempre più numerosi, piritolleggiano in ogni piazza, in ogni slargo, in ogni radura, in ogni anfratto, per presentare i loro libri. Non se ne può più. Lo ha detto, sulle colonne del Corriere della Sera, Pietrangelo Buttafuoco, un intellettuale di prima fila che ora presiede la Biennale di Venezia. Lui non ne può più dei premi che sono diventati un falò della vanità. Avete presente quella gigantesca girandola narcisista che ammorba le nostre estati e che trasforma anche gli asini e gli sgrammaticati in “romanzeros”? Lo fa con la stessa insofferenza e con la stessa sufficienza con la quale Carlo V d’Asburgo, imperatore dell’Impero Romano e re di Spagna, assegnò un cavalierato ai postulanti di origine catalana che in Sardegna gli..

Meloni (ma non è la sola) ne abusa
basta, aboliamo i decreti legge

La Camera mercoledì scorso non aveva ancora finito di votare l’ultimo decreto legge prima della sospensione estiva dei lavori, il quarto in due giorni tra Camera e Senato, che già il governo approvava un altro decreto legge, nel consiglio dei ministri prima delle ferie. Il Parlamento deve sempre avere dei decreti legge da esaminare, senza soluzione di continuità. Succede da decenni, con i vari governi, tecnici, di destra e di sinistra, che si sono succeduti ma con il governo Meloni questo modo di governare si è accentuato. Sarebbe la prima riforma da fare, l’abolizione della decretazione d’urgenza. E a maggior ragione sarebbe necessario farla, questa riforma, se si va davvero verso il premierato. In effetti, il passaggio dalla cosiddetta prima Repubblica, caratterizzata dal governo unico della Dc, con le sue..

Il gatto col papillon. Ritratto balzachiano di Lino Jannuzzi

Siccome sapeva tutto, perché era un gattaro con i baffi ma anche un gatto col papillon, Lino Jannuzzi era un mistero solo a sé stesso. La finzione era la sua allegria segreta, il suo strumento di lavoro nell’accertamento parossistico della verità. La sua natura non era quella stanca del giornalista, sebbene balzachiano per professione (e il libro minuscolo appena pubblicato da Claudio Cerasa va letto pensando a lui). Nemmeno quella del narratore, sebbene i grandi processi dal Sifar a Tortora a Buscetta a Andreotti, e i sogni di Pietro Nenni addormentato su una panchina, li ricorderemo nella sua prodigiosa messinscena, e le altre varianti della memoria a verbale saranno semplicemente dimenticate. Del suo dongiovannismo, della mascheratura goliardica, del poker con Renato Salvatori, dei tori accompagnati senza toccarli nell’encierro di Sanfermines,..

L’estate rovente di Salvini
Guai in vista per la Meloni

Ora che non si sbronza di Papeete, Salvini si sbronza di televisione. Il governo lo ha preso in mano lui. Ha paralizzato la Rai, unito le opposizioni (sulla Rai) e tra pochi giorni va pure in ferie da Bruno Vespa, alla Masseria Li Reni. Vuole stare vicino, vicino a Giorgia Meloni, anche lei in Puglia, passare il Ferragosto con il secchiello, costruire ponti di sabbia con Andrea Giambruno. Sulla Rai fa dire ai suoi che “FdI non è all’altezza”, e che adesso “o si accettano le condizioni di Salvini o si cambia ad”. Ha un papello. Prendere o lasciare. Non gli basta più il dg Rai. Chiede “l’alternanza dei conduttori, Lega-FdI”, la dote per la casa, la Rai pregiata. Pretende la direzione di Rai Cultura, la guida di Rai Fiction,..

Gerenza

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