Siete tra coloro che hanno letto con indignazione le parole di Nicola Gratteri, che con proverbiale riserbo ha equiparato chi voterà Sì a “indagati, imputati, massoni deviati”? Fate un bel respiro e datevi una calmata. In realtà ce lo meritiamo, Gratteri. Così come ci meritiamo tutte le fesserie che stanno accompagnando (anche) questa campagna referendaria, da una parte e dall’altra. “La riforma è quella sognata da Licio Gelli e dai fascisti di Casa Pound”, “Se vince il Sì saranno solo la Casta e la Mafia a festeggiare”, “Il No è un favore alla magistratura complice dei criminali, non vedete quanti ne vengono scarcerati?”, “Chi vota contro la riforma è un orfano di Stalin e di Pol Pot”. Vado a memoria, ma queste e altre argomentazioni delle due parti stanno rapidamente convergendo sul doppio metodo della falsificazione dei fatti e della demonizzazione dell’avversario. Continua su Huffington Post