E io vi dico: viva il condono

Il condono, o "pace fiscale", è una delle assi portanti nel decreto fiscale che ha avuto l'ok dal Consiglio dei Ministri

Ragazzi, io lo capisco che siete ligi, avete le vostre cartellette con tutte le multine e le tasse pagate. E vi dico bravi, sul serio, senza ironia. Però non avete un’azienda e non siete costretti, mese dopo mese, a dover scegliere se pagare gli stipendi ai dipendenti o il famigerato F24 composto da (vado a memoria e mi perdonerete l’errore per difetto) Iva, Irpef, ritenuta d’acconto, contributi Inps dipendenti, addizionale comunale, addizionale regionale, Tarsu, Tosap, contributi Inail dipendenti, Ires.

State storcendo il naso, vi vedo. E vi capisco pure. C’è stato un tempo in cui anch’io avevo una busta paga e le tasse mi venivano sottratte all’origine. Vi dico di più: nutrivo una sorta di diffidenza cronica verso quei commercianti, mio padre compreso, che sbraitavano contro tasse e balzelli.

Oggi rivedo il me di allora e quasi mi vergogno di quella stupida superficialità, di quella sorta di supremazia morale che in fondo, a pensarci oggi, era solo il frutto della mia ignoranza, della mia inesperienza, della mia ingenua incapacità di indossare le scarpe altrui, di giudicare senza averne le competenze.

Cosa posso dirvi. Non credo di essere peggiore di voi perché aspetto il condono come a Riccione aspettano i turisti; né credo che voi siate migliori di me perché avete le cartellette al posto giusto e ricordate a memoria quando vi scade il bollo della macchina.

Abbiamo lavori diversi che ci portano a vite e a scelte diverse, tutto qui. E se lo capisco io non vedo perché non dovreste capirlo anche voi che invece vedete il condono esclusivamente come via d’uscita per riccastri/delinquenti/furbastri/intrallazzatori di professione.

Ma non indossate i miei panni, e devo quindi togliermi dalla testa la pretesa di quell’empatia, o almeno considerazione, che d’altronde io stesso non possedevo quando, come voi adesso, aspettavo l’arrivo della busta paga e nessun’altra preoccupazione avevo. Però vi prego, toglietevi quest’aria da professorini, a meno che non siete in grado di dimostrarmi, a partire da domattina, che avendo una qualsiasi azienda tra le mani sareste in grado di pagare in scioltezza stipendi, di campare in maniera più o meno decente e di amare e onorare finché morte non vi separi Iva, Irpef, ritenuta d’acconto, contributi Inps dipendenti, addizionale comunale, addizionale regionale, Tarsu, Tosap, contributi Inail dipendenti, Ires.

Ditela tutta d’un fiato, come fosse una filastrocca. Magari aiuta.

Francesco Massaro :

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