Sono tre anni che il partito di Forza Italia è stato consegnato, da un Silvio Berlusconi morente, nelle mani di Renato Schifani il quale, dovendosi occupare del governo regionale, lo ha poi affidato, per il disbrigo delle pratiche ordinarie, al suo segretario particolare. Sono tre anni che tra il governatore della Sicilia e il gruppo parlamentare non c’è dialogo e che le istanze dei deputati vengono ignorate da Palazzo d’Orleans. Ma guai se qualcuno dei “murati vivi” nelle celle dell’Ars si azzarda a far sentire il proprio disagio. Perché a quel punto arrivano le bacchettate del segretario Tajani e le strigliate di Schifani. Tutti a dire che il partito non è una caserma, che ci sarà un congresso e che chiunque potrà candidarsi ad assumere le leve del comando. Mai visti tanti omaggi alla democrazia che un giorno forse verrà, ma che da tre anni di sicuro non c’è.


