Se amate Palermo, il suo mare, il suo cielo, i suoi calori, bene: correte a Mondello e godetevi la bellezza della sua morbida spiaggia, della lunga e incantevole striscia di sabbia che va dal circolo Canettieri fino a quel gioiello liberty che è lo Stabilimento balneare. Godetevela, assaporatela, vivetela intensamente perché fra poco diventerà un immondezzaio o un letamaio, scegliete voi. Le premesse ci sono tutte.

Che Mondello dovesse essere liberata dalle infiltrazioni mafiose non ci sono dubbi. Ma la società concessionaria della spiaggia – la contaminata Italo Belga – era stata già commissariata dal prefetto che aveva comunque messo all’angolo boss e clan. Che fretta c’era di passare alla revoca della concessione? Giusi Savarino, assessore regionale al Territorio, forse ha voluto inseguire e scavalcare Ismaele La Vardera sul terreno del populismo. Si è impappinata e ha scritto un decreto che purtroppo apre un mare di incognite e che certamente arrecherà non pochi disagi ai palermitani amanti del mare e, va da sé, anche un minimo di pulizia e di decenza.

Il vulcanico La Vardera, si sa, fa opposizione. E la fa a modo suo: miscelando denunce, social, corse in procura e soprattutto comparsate televisive ora da Giletti, poi dalle Iene e poi ancora da Formigli. Ma la Savarino dovrebbe governare i problemi calcolando gli effetti che un provvedimento, come quello che ha appena emanato, comporta. Avrebbe dovuto, insomma, prevedere i tempi. Invece s’è lasciata prendere la mano e ha pensato di contenere rischi e incertezze dicendo che preparerà a tempo di record i bandi per una assegnazione provvisoria – anche di novanta giorni – dei tanti lotti in cui sarà prevedibilmente suddivisa la lunga striscia di demanio pubblico.

E qui nasce il primo interrogativo. Tenendo conto che la Italo Belga ha preannunciato il ricorso al Tar; e tenendo conto del fatto che il tribunale amministrativo quasi certamente concederà una sospensiva, quale altra azienda si impegnerà in una gara che implica l’acquisto di attrezzature – dalle capanne agli ombrelloni – e una spesa enorme per la pulizia e la sistemazione dei cortili?

I ricorsi amministrativi, come insegna l’esperienza, non si risolvono in pochi giorni: c’è un primo grado, il secondo grado e c’è anche una procedura che richiede tempi lunghi se non addirittura lunghissimi. E intanto arriveremo a maggio o giugno, che è già piena stagione. Che ne sarà della meravigliosa spiaggia? Il rischio è che diventi un bivacco. Libero sì, ma anche senza regole, senza decoro, senza pulizia. E, Dio non voglia, un farwest per vandali e maranza di ogni genere e qualità.

La legalità è un valore irrinunciabile. Sacramentale. Però neanche il prefetto, in quanto rappresentante dello Stato, aveva chiesto la revoca della concessione. Aveva bonificato l’Italo Belga con l’invio dei tre commissari e voleva, all’un tempo, garantire ai palermitani una tranquilla estate al mare. Giusi Savarino invece ha scavalcato pure l’azione antimafia del prefetto. E, pensando di togliere voti a La Vardera, ha fatto a febbraio ciò che andava fatto all’inizio dell’autunno. Ora, dopo avere combinato il guaio, non le resta che mobilitare la Forestale per liberare la spiaggia demaniale dai cumuli di monnezza.