“Totalmente a favore”. Il ministro Guido Crosetto vola a Belgrado e lascia aperta la possibilità di inviare “sistemi di difesa aerea, missilistica, anti-droni” agli alleati nel Golfo, Emirati Arabi Uniti e Kuwait in testa. Mentre a Palazzo Chigi Giorgia Meloni presiede due riunioni sul Medio Oriente, il governo valuta il prestito temporaneo di un Samp-T, ma su altro non si espone: “Per ora gli Usa non ci hanno chiesto le basi” per azioni cinetiche. Per azioni di guerra contro l’Iran, quindi. In caso, come nell’ultimo intervento americano contro il regime degli Ayatollah, a decidere sarà il Parlamento.

Non c’è alcuna volontà di esporsi. Il telefono (per ora) non squilla. Donald Trump non ha chiamato la premier per avvisare dell’imminente raid in Iran sabato scorso, non l’ha fatto in questi giorni per chiedere più agibilità nelle basi su suolo italiano in concessione a Washington. Incalza l’opposizione: “La base di Sigonella e la stazione Muos di Niscemi sono già coinvolte nella guerra contro l’Iran, il ministro Crosetto chiarisca”, dicono dai 5 Stelle. Il livello di allarme si è alzato dopo i missili su Cipro, ma sulla base in Sicilia “non c’è nessuna richiesta di utilizzo, ci sono spostamenti standard”, chiariva ieri il titolare della Difesa. Continua su Huffington Post