Palermo, per ora la Serie A sfuma

Al Palermo la terra continua a tremare sotto i piedi. Dopo la richiesta della Procura Federale, che di fronte al tribunale della Figc ha chiesto la retrocessione in C, la squadra di Delio Rossi non è riuscita a guadagnarsi la promozione in A sul campo. Non ancora. La squadra rosanero, infatti, ha fallito l’assalto al Cittadella: il 2-2 ottenuto all’ultima giornata di stagione regolare di fronte ai venticinquemila del Barbera, non basta a ottenere il sorpasso sul Lecce, che conferma la seconda posizione grazie al successo sullo Spezia (2-1) e festeggia il ritorno nella massima serie assieme al Brescia. Il Palermo, invece, dovrà passare dalla lotteria dei playoff. Una notizia spiacevole che potrebbe tramutarsi in “pessima” dopo che lunedì prossimo il Tribunale Federale della Figc analizzerà la richiesta della Procura, che aveva già applicato il deferimento al club di Viale del Fante in seguito ai brogli finanziari organizzati dall’ex patron Maurizio Zamparini.

Sul campo gli uomini di Delio Rossi, che a quattro giornate dalla fine del campionato ha rimpiazzato Roberto Stellone, non sono riusciti a onorare il pienone dello stadio, che ha provato a crederci e incitare la squadra dall’inizio alla fine. Nonostante il primo tempo chiuso sul 2-0 grazie ai gol di Nestorovski e Trajkovski, i veneti hanno rimontato nella ripresa grazie a Diaw e Adorni. Adesso per il Palermo si apre la partita più importante: scongiurare la caduta libera.

IL RISCHIO SERIE C: INDAGINE DEL TFN

“Abbiamo battuto i nostri competitor perché abbiamo presentato un vero piano industriale che prende in esame sia l’ipotesi di Serie A che l’ipotesi di Serie B”. A spiegarlo alla stampa è stato Salvatore Tuttolomondo, una sorta di direttore finanziario del nuovo Palermo targato Arkus, in occasione della conferenza di presentazione. Ma il buon Tuttolomondo non ha fatto col piano d’emergenza: quello che prevede addirittura la ripartenza dalla Serie C. E’ stata la Procura della Federcalcio a chiederlo al termine dell’udienza di fronte al Tribunale Nazionale Federale, che sarà tenuto a esprimersi sui reati di natura finanziaria contestati a Zamparini & friends. All’udienza è stato ammesso anche il Benevento in qualità di parte interessata.

Le accuse, più che al Palermo stesso, sono rivolte a chi l’ha gestito: tale Maurizio Zamparini, che è finito nel libro nero della Procura federale. Nel mirino della giustizia sportiva sono finiti gli artifici contabili che, per tre anni di fila, avrebbero consentito alla squadra rosanero di iscriversi al campionato nonostante l’assenza dei requisiti. Una cosa che non si può fare. Un dossier di dieci pagine cui un pool di quattro avvocati sta provando, in queste ore, a tenere testa. Spiegando che le richiesta di deferimento è inammissibile e infondata. Quella del Palermo sarà una difesa strenua, ma i rischi di finire nel tritacarne ci sono tutti. La richiesta della Procura – un declassamento all’ultimo posto del campionato in corso – avrebbe effetti devastanti per la squadra. E’ stata richiesta inoltre l’inibizione per cinque anni con richiesta di preclusione all’ex patron rosanero Maurizio Zamparini, per i presunti illeciti amministrativi riguardanti le stagioni 2014-17, e la stessa sanzione per Anastasio Morosi, all’epoca dei fatti presidente del Collegio sindacale, e due anni di inibizione per Giovanni Giammarva, all’epoca presidente del Consiglio di Amministrazione del club rosanero.

Il club, che da pochi giorni ha cambiato proprietà – ma i nuovi proprietari dovranno, gioco forza, assistere inermi a questa che si preannuncia una mattanza – rischia grosso anche se a sua discolpa cercherà di far valere le proprie motivazioni: ad esempio la sospensione del deferimento in attesa del processo penale a carico di Zamparini, che vedrà la luce il 2 luglio al Tribunale di Palermo. Un faldone di 40 pagine per scongiurare la caduta libera. Un futuro certo e solido dal punto di vista sportivo è alla base dell’impegno di Arkus, che nel frattempo ha promesso un investimento a fondo perduto di 30 milioni di euro per saldare i debiti della società.

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