Mentre Renato Schifani si affanna per trovare una casa agli sfollati di Niscemi, all’Assemblea regionale frana e cola a picco la maggioranza di governo. L’antico e glorioso parlamento siciliano non riesce più a partorire una legge. Sala d’Ercole è diventata una vandea dove si scontrano fazioni e lobby del centrodestra e dove ogni emendamento, grazie al voto segreto, diventa un’occasione per vendette, imboscate e regolamenti di conti. La scena è dominata dai franchi tiratori. Tra i banchi dell’Ars serpeggiano rancori, risentimenti, frustrazioni. I partiti, ciascuno col proprio malumore, bussano alle porte di Palazzo d’Orleans ma Schifani non risponde. Certo, il presidente è alle prese con enormi disastri: oltre Niscemi, deve anche rimediare alle devastazioni del maltempo. Ma non può in eterno nascondere i problemi della coalizione sotto il tappeto dell’emergenza.