Per gli Stati Uniti la guerra contro la Repubblica islamica dell’Iran si può chiudere con un piano in quindici punti, un percorso ancora vago ma in cui sono state espresse le condizioni americane in modo coerente con le motivazioni per cui il conflitto è iniziato. Per la Repubblica islamica dell’Iran, invece, la guerra si può concludere in cinque punti che non rappresentano una sintesi, un piano più snello rispetto alle posizioni degli americani, ma ne pretendono l’esatto contrario. Cinque contro quindici, la guerra non finisce, ma al computo dei giorni che Donald Trump ha concesso per la diplomazia ne manca ancora uno, ancora si tratta. Per gli americani, la strada verso la fine del conflitto si costruisce con la rinuncia totale da parte dell’Iran al programma nucleare: gli oltre quattrocento chili di uranio arricchito al sessanta per cento dovrebbero essere ceduti all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, mentre Washington si offre di aiutare Teheran a costruire un programma nucleare civile, prerogativa finora spettata a Mosca che soltanto ieri ha evacuato parte dei suoi uomini dalla centrale iraniana di Bushehr. Continua su ilfoglio.it


