La Lega recluta i Figuccia

Da sinistra, il leader della Lega Matteo Salvini e il deputato regionale dell'Udc, prossimo al Carroccio, Vincenzo Figuccia

Il Covid non tiene a freno le manovre di palazzo. “The show must go on” è un motto che vale anche per la politica e, nel silenzio imposto dalla pandemia, i partiti si scambiano deputati come fossero figurine di un album. Detto che Forza Italia, con le adesioni di Ternullo e Lantieri, diventa il secondo gruppo all’Ars – con 14 parlamentari contro i 15 del Movimento 5 Stelle – è nelle viscere dell’Assemblea regionale che si consumano le manovre più clamorose. Prima fra tutte, il trasferimento di Vincenzo Figuccia alla Lega. L’ex assessore ai Rifiuti, che, oltre ad essere un deputato regionale dell’Udc, è anche il leader del movimento “Cambiamo la Sicilia”, da tempo è nel mirino del Carroccio. Condividono i muscoli, il temperamento, l’approccio popolare e populista. Il segretario regionale Stefano Candiani, dopo averne parlato a Salvini, lo ha incontrato giovedì scorso, durante un blitz palermitano, per limare gli ultimi dettagli.

La questione Figuccia apre numerosi scenari. Il primo interno alla Lega, che alle ultime Amministrative si è schiantata sull’irrilevanza dei numeri. In questa fase, complice qualche spiffero sulla stampa (come di Francesca Donato, parlamentare a Bruxelles, nei confronti di Candiani), la tensione ha superato il livello di guardia. La crisi rischia di esplodere soprattutto sul versante palermitano, dove Figuccia ha chiesto “pieni poteri”: cioè la nomina a commissario provinciale. A farne le spese sarebbe Alessandro Anello, che in quel ruolo alberga da pochi mesi: gli è stato proposto l’incarico di responsabile Enti locali per la Sicilia Occidentale (a quanto pare, un invito rispedito al mittente). Ma anche l’altro consigliere leghista di palazzo delle Aquile, il capogruppo Igor Gelarda, non sembra in vena d’accoglienza. Ufficialmente, tutti parlano di una riflessione “necessaria”, figlia del risultato delle Amministrative. La ferita, però, è più profonda e va oltre cautele espressive.

Il vaso di cristallo rischia di rompersi. Ma in questo momento i vertici della Lega, più che garantire gli equilibri, vorrebbero affidarsi alla matematica: Figuccia, oltre a portare con sé la dinasty (che comprende la sorella Sabrina, consigliera comunale a Palermo), garantisce un ottimo granaio di voti. Alle ultime Regionali ne ha presi più di nove mila. Sull’altro fonte, però, molti leghisti – alcuni anche di peso – pronosticano un cortocircuito: il deputato palermitano, che nella scorsa legislatura è già passato da Forza Italia all’Udc, è un tipo impulsivo e appassionato. E non vuole “brontosauri” attorno. Riuscirà la Lega – creatura fragile e non ancora radicata sul territorio – a reggere una presenza così ingombrante? Altri, invece, si chiedono che fine abbia fatto la rigida selezione all’ingresso (della serie ‘per i transfughi non c’è spazio’). Sembrava il caposaldo del nuovo corso, invece s’è rivelato un boomerang.

Il gruppo della Lega all’Ars in questi mesi si è sgretolato: prima Giovanni Bulla, poi Marianna Caronia, entrambi di estrazione centrista, hanno fatto le valigie in aperto contrasto con la gestione Candiani. E non risulta che i due deputati rimasti, il messinese Catalfamo e l’ibleo Ragusa, abbiano gradito tempi e modi dell’ultima operazione. Su di loro è in atto il corteggiamento di Forza Italia e dei centristi, e alle attenzioni di una bella ragazza, va da sé, non è mai facile resistere. Insomma, il partito che un anno e mezzo fa, sulle ali di Matteo Salvini, sembrava pronto a sfondare anche in Sicilia, e che nel febbraio scorso ha fatto ingresso per la prima volta nel parlamento siciliano (strappando pure l’assessore ai Beni Culturali), sembra in grossa difficoltà. Tanto da far sussurrare a qualcuno che “c’è più fila all’uscita che non all’ingresso” e che la Lega ha perso il suo appeal, riconsegnando lo scettro del centrodestra nelle mani di Micciché e dei moderati.

Figuccia, De Luca e Lo Giudice

Anche se Figuccia starebbe gettando già le basi per un’operazione multipla: portare con sé l’onorevole Danilo Lo Giudice, anch’egli dell’Udc. E’ il deputato più vicino al sindaco di Messina, Cateno De Luca, che nel 2018, dopo aver vinto le elezioni nella sua città, gli ha ceduto il seggio all’Ars. Un caso? Sull’addio di Figuccia – e qui subentra il secondo scenario – ha influito la ritrovata concordia dei partiti di centro. L’asse che comprende l’Udc di Mimmo Turano (il segretario regionale Decio Terrana se ne farà una ragione), il Cantiere Popolare di Saverio Romano, Idea Sicilia di Roberto Lagalla e, udite udite, la Democrazia Cristiana 2.0 di Totò Cuffaro. A Palermo rappresenta già un’area troppo affollata, che taglierebbe fuori Figuccia da qualsiasi velleità: ad esempio scendere in campo per il dopo-Orlando. Meglio accasarsi altrove. Non sarebbe il primo né l’ultimo di questa legislatura. Lo hanno già fatto in tantissimi. Le ultime sono state La Rocca Ruvolo e Caronia, approdate a Forza Italia. L’unico che rischia di sbattere, di fronte a cotanta confusione, è il solito Musumeci. Che dovrà rassegnarsi a perdere altri deputati (Ora Sicilia, con l’addio di Lantieri e Ternullo, diventerà una scatola semi-vuota). Siamo nel mezzo di una pandemia, ma anche nel pieno della campagna elettorale.

Figuccia ufficializza il passaggio alla Lega

“Nonostante l’affetto che nutro nei confronti del segretario Lorenzo Cesa e del coordinatore regionale Decio Terrana – dice Figuccia in una nota all’Ansa – vedo un eccesso di iniziative tese alla ricostituzione della vecchia Dc e credo che sia un tempo che non c’è più e oggi ritengo che in Sicilia serva uno scossone, qualcosa di dirompente, che rompa con schemi e uomini del passato”. “Con Salvini ci siamo incrociati e conosciuti due anni fa e ci siamo continuati a sentire – ha detto il deputato all’Ansa – condividendo temi come il federalismo, l’autonomia, gli aspetti economici legati anche all’agricoltura. Ho incontrato Salvini, poi l’ho sentito e ha manifestato il suo entusiasmo per la mia decisione, ho parlato con il coordinatore Stefano Candiani che ha il grande merito di essere non eccessivamente invasivo, è un buon mediatore, capace di tessere bene le relazioni”. La formalizzazione dell’iscrizione al gruppo della Lega avverrà nei prossimi giorni, passeranno al Carroccio anche la sorella Sabrina, consigliere comunale, e il fratello Marco, consigliere di circoscrizione.

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