Infrastrutture, la Regione fa causa all’Anas

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, forza la mano: stop a (quasi) tutti i collegamenti dall'Isola

Il governo Musumeci ha affidato a un pool di avvocati il compito di redigere una relazione per quantificare i danni economici e di immagine che l’Anas ha procurato all’isola per non avere portato a termine alcuni cantieri ritenuti strategici e fondamentali. “Il 15 giugno il gruppo ci darà l’esito del lavoro e noi procederemo di conseguenza giudizialmente nei confronti di Anas”, ha detto il presidente della Regione in conferenza stampa. “Abbiamo atteso due anni e mezzo sperando che qualcosa cambiasse – ha aggiunto il governatore – e invece ci siamo resi conto di quanto inutile fosse se non dannoso, il trascorrere del tempo. Apriremo una vertenza. L’Anas è vergognosamente inadempiente nei confronti della Sicilia. Le opere affidate all’Anas nella realizzazione diretta o indiretta rimangono ferme da decenni, in alcuni casi senza fare alcun passo in avanti”. Il riferimento è al pilone della Palermo-Catania, che non è mai stato ricostruito a cinque anni dal crollo.

“L’Anas in Sicilia ha consacrato il suo fallimento, è una zavorra – ha aggiunto Musumeci -. Siamo stati presi in giro per troppo tempo. Adesso basta. La sua condotta è disarmante. Riescono a prendere in giro tutti noi e abbiamo fatto finta di stare al gioco. E’ inefficiente sia l’Anas nazionale che regionale, le interlocuzioni personali sono sempre importanti ma non è possibile che la mia regione debba essere trattata come fosse terra coloniale. Sul piano legale saranno guai, è venuto meno il rapporto di fiducia con Anas e non escludiamo, dopo avere incontrato il ministro per le Infrastrutture, di mettere in discussione anche l’accordo quadro”.

“Venti mesi fa – attacca Musumeci – il ministro per le Infrastrutture disse: ‘La Sicilia è ben oltre l’emergenza, buona parte delle strade provinciali è in condizione post bellica, propongo un commissario sul modello Genova’. Il ministro ci chiese di condividere il nome di un commissario straordinario, noi abbiamo proposto l’ingegnere Gianluca Ievolella, provveditore opere pubbliche per la Sicilia: a quasi due anni di distanza, ancora da Roma non arriva alcun segnale. Su 14.500 km di strade provinciali, oltre il 50% è chiuso al traffico, la parte rimanente si presenta in una condizione di assoluta insicurezza. La Regione non ha alcuna competenza sulla manutenzione delle strade provinciali, che rimane in capo alle Province – ha aggiunto – Nonostante tutto abbiamo messo a disposizione oltre 200 milioni per intervenire su alcune strade provinciali, ma sono rattoppi. Secondo i nostri tecnici servirebbe almeno 1 miliardo e mezzo di euro per rimettere in sesto le arterie provinciali”.

La replica dell’Anas: un attacco ingiustificato

Anas “si vede costretta a replicare alla Regione Siciliana per l’ennesimo attacco ingiustificato e privo di rispondenza ai fatti reali” e che “risulta sorprendente alla luce della costante azione informativa che dedica alla Regione su tutte le attività aziendali nell’isola e sulle criticità che gestisce quotidianamente con grande impegno”. Lo afferma l’Azienda nazionale autonoma per le strade sottolinea, in una nota, che “il lavoro svolto da Anas e la dedizione dei suoi dipendenti non può essere vanificato da notizie prive di fondamento e lesive dell’immagine aziendale”.

Anas ricorda che in Sicilia “gli interventi in manutenzione programmata ammontano ad oltre 1,5 miliardi”, che “dal 2018 ad oggi Anas ha approvato e finanziato 293 progetti, per un investimento complessivo di 574 milioni di euro”, che “sono stati conclusi 134 cantieri per 264 milioni di investimento e sono stati avviati 193 nuovi cantieri, per un investimento di 358 milioni”. “La produzione complessiva per lavori di manutenzione programmata – aggiunge – è stata di circa 65 milioni nel 2017, 85 milioni nel il 2018 e altrettanto nel 2019, triplicando la produzione media degli anni 2014-2016”.

“Viene da chiedersi perché la Regione continui a coinvolgere Anas su attività che dovrebbe svolgere in proprio o che potrebbe commissionare ad altri soggetti”, rilevano dall’Azienda che parla di “incomprensibile atteggiamento bifronte” e ricordando gli “interventi urgenti su strade non statali, come per la Fiera Mediterranea del Cavallo del maggio 2019” e su quelle “provinciali e comunali in occasione del Giro d’Italia 2018, tanto che era stato richiesto di ripetere la collaborazione anche in previsione del Giro d’Italia 2020”.

Paolo Cesareo :

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