Regione, rinviate nomine dirigenti

Palazzo d'Orleans, a Palermo, è la sede storica della presidenza della regione siciliana

“Apprendiamo che la Giunta della Regione Siciliana, dimostrando ancora una volta una strabiliante capacità di programmazione, ha emesso un provvedimento con il quale vengono prorogati fino al 31 maggio 2020 i dirigenti generali, scaduti a metà febbraio e da allora prorogati di mese in mese. Si prepara forse qualche operazione collettiva per sanare ciò che non si può sanare?”. Lo segnala l’on. Nello Dipasquale, deputato regionale del Partito Democratico, che nei giorni scorsi aveva presentato un’interrogazione al presidente Musumeci per conoscere le modalità delle nomine.

L’ex sindaco di Ragusa, critico per la “promozione” dei funzionari di terza fascia, conferma anche oggi di non vederci chiaro: “Tale ulteriore proroga – spiega Dipasquale – ci dà la sicurezza che abbiamo intrapreso la strada giusta nel segnalare le irregolarità che si sono fatte e che si stavano continuando a fare sulla nomina dei dirigenti generali. Speriamo solo di non vedere in Assemblea Regionale Siciliana la presentazione di una leggina per promuovere in un sol colpo più di qualche dirigente o l’avvio di false selezioni interne dagli esiti già stabiliti”.

“Lungi da me muovere solo critiche – continua il parlamentare dem – ma dopo aver prodotto decine di provvedimenti per stabilizzare i dipendenti degli enti locali e nel settore della sanità, emerge sempre con maggiore forza la necessita di avviare un rinnovamento nella dirigenza regionale: vanno fatti nuovi concorsi! Gli ultimi risalgono ai primi anni ’90 e la burocrazia siciliana è la meno giovane d’Europa, con le conseguenze che si possono immaginare, soprattutto in negativo. Musumeci faccia quello che fanno tutte le Regioni e anche lo Stato – aggiunge – il presidente dia nuova linfa, con gli strumenti di cui dispone, a questa macchina burocratica che egli stesso critica pesantemente; chiami le migliori professionalità, si apra al mondo che c’è fuori dai palazzi. Spezzi le catene che imprigionano la Regione alla burocrazia”. “Musumeci, che è stato un amministratore di un ente locale – conclude l’on. Dipasquale – sa bene qual è il ruolo della dirigenza: o la si governa o ne si è vittima insieme a tutti i siciliani. Si rispettino le leggi e tutto sarà più facile”.

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