L’incanto della Scala dei turchi

Se davvero c’è stato un creatore del cielo e della terra, avrà scelto un giorno particolarmente ispirato per modellare un pezzo di costa, come neppure il più estroso degli Dei avrebbe potuto concepire. Non potrà che essere accaduto così, che questo angolo di paradiso fosse benedetto dal padreterno e lo consegnasse all’umanità per goderne e farne un tesoro, un patrimonio da tutelare e conservare. Se già basta ammirarne le foto per comprenderne la suggestiva bellezza, bisogna venirci, e arrampicarsi su in cima per incantarsi come dentro a una fiaba e sentirsi il fiato spezzarsi dall’emozione. Un pezzo di costa che accarezza il mare, lo avvolge e vi scivola dentro allungandosi con i suoi enormi gradoni di marna bianca. Un paradiso in terra dal nome affascinante e misterioso: la “scala dei Turchi”. Non si sa chi abbia deciso di chiamarla così. Si sa che il nome le deriva da fatti molto lontani nel tempo, sospesi tra leggenda e realtà: si dice che qui giungessero, per i loro raid in terra sicula, pirati saraceni, turchi appunto, che la consideravano un approdo sicuro e riparato.

E’ a venti minuti d’auto da Agrigento. Ricade nel comune di Realmonte per poche centinaia di metri di distanza da Porto Empedocle che la considera anche un po’ sua. Sì, perché c’è stato un tempo, quando ancora non esistevano i social network e “la scala” non era conosciuta nel mondo, che noi empedoclini ce la godevamo come fosse il salotto buono di casa. Impareggiabile meta delle nostre estati, di passeggiate all’imbrunire per lasciarsi rapire estasiati dagli strepitosi tramonti che disegna. Vi si arriva rigorosamente a piedi dalla spiaggia di punta Grande, ultimo avamposto di parcheggio fortunoso per le auto. Basta una camminata di cinque minuti e dopo un costone argilloso di folta vegetazione, eccola spuntare maestosa e solenne sulla punta estrema. Ancora sei, sette minuti di passeggiata, lungo una lingua di sabbia, con i piedi a mollo, e si giunge alle pendici di questa meraviglia della natura che abbaglia e stupisce. Arrampicatevi poi sul dorso e conquistatene la vetta. Gli occhi si incendieranno davanti a un panorama come raramente vi capiterà in dono in questa vita. Nei tempi moderni non si riesce a fare a meno di impugnare il cellulare e scattare una foto dietro l’altra e di condividere quell’emozione nei social, come si fa oggi.

Non è un caso che la scala dei turchi sia risultata, da uno studio del portale Holidu la spiaggia più immortalata e condivisa su Instagram. Provate a digitare l’hastag #scaladeiturchi: ve ne spunteranno oltre 110 mila. Ben più “gettonata” della sarda Costa Rei e della Baia del silenzio ligure. Chiunque ci sia stato, ha aspettato il crepuscolo per uno scatto che tocca i cuori e diventa fatalmente copertina di facebook, o foto del profilo. Peccato che in tempi più recenti, da quando la sua fama si è diffusa, complici alcuni film che qui sono stati girati, o episodi del “Commissario Montalbano”, l’abbia conquistata anche l’orda di turismo incontrollata di incivili che la deturpano.

Come? Piantandovi ombrelloni per esempio. O peggio, staccando pezzi di marna che inumidiscono nell’acqua per poi spalmarsela addosso nella fasulla convinzione che sia un miracoloso unguento per la pelle. E a nulla sono serviti gli appelli di medici che sconsigliano di farlo perché non serve a niente, se non, appunto, a deturpare questo gioiello. Senza poi contare i bivaccatori seriali, che calano qui con tutto l’armamentario della domenica marinara, e cibo a volontà, e non si preoccupano di riportarsi dietro i rifiuti. Recentemente poi c’è stato un crollo. Una fetta di costone si è staccata dal dorso orientale: per fortuna non ha fatto feriti. Ma i tecnici hanno consigliato di impedirne l’accesso fino a quando la zona non venga messa in sicurezza. Il comune ha eseguito: è stata posta una transenna con tanto di divieto, ma considerato che aggirarlo è facile, hanno poi pensato di creare un passaggio pedonale via mare su una pedana. Questo in attesa che il prossimo inverno partano i lavori di recupero della Protezione Civile.

Per fortuna, questo incidente non ha intaccato il fascino della “Scala”. Così come non è stata scalfita dalle colate di cemento dei soliti speculatori edilizi che pensavano di farsi i soldi costruendo villette per ricchi sminuzzate sul belvedere che domina la “scala”. Le denunce delle associazioni ambientaliste hanno mobilitato la magistratura che ha avviato un’inchiesta e bloccato tutto. La “Scala del turchi” è ancora uscita indenne. E anche quest’estate, frotte di turisti, che ormai arrivano da ogni continente, giapponesi in testa con le loro sofisticate fotocamere, scoprono questa meraviglia, e si lasciano conquistare dalla sua magnificenza, non senza aver provato l’ebbrezza di un tuffo nel mare un po’ verde, un po’ blu, che avviluppa e coccola lievemente la falesia più bella d’Italia che non poteva sfuggire all’Unesco che presto la dichiarerà “Patrimonio dell’umanità”.

Carmelo Sardo :

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