La Sicilia ricomincia a litigare sul Ponte

GIUSEPPE PEPPE PROVENZANO PARTITO DEMOCRATICO

“Si sta per concludere un’estate caratterizzata da ingorghi e disagi interminabili intorno allo Stretto di Messina, per attraversarlo sia in un senso che nell’altro. L’ondata di visitatori registrata in Sicilia e in Calabria ha evidenziato ancora una volta quanto sia anacronistica l’assenza di un collegamento stabile fra Scilla e Cariddi, fra la nostra Isola e il Continente. Ecco perché le parole del vicesegretario del Pd Provenzano, a proposito del Ponte sullo Stretto e dei treni ad alta velocità in Sicilia, appaiono quasi come dissociate dalla realtà, oltre che infondate sul piano tecnico”. Lo afferma l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, commentando le affermazioni dell’ex ministro per il Sud, oggi vicesegretario nazionale del Pd – al Festival “Trame 10” di Lamezia Terme.

Provenzano aveva spiegato che “sul Ponte non ho mai fatto una questione ideologica. Ho sempre detto che ci sono delle priorità, a cominciare dal realizzare l’alta velocità, perché nessuno mi convincerà che in Calabria e Sicilia bisogna aspettare il Ponte per avere l’alta velocità e dare servizi ai cittadini”. Apriti cielo. Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, nel corso di un’audizione presso le commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, aveva proposto di affidare a Italferr (una società di Ferrovie dello Stato) un progetto tecnico-economico di fattibilità da realizzare entro la prossima primavera. L’obiettivo è vederci chiaro: stabilendo, in pratica, se è meglio il ponte a campata unica – per cui esiste un progetto “da adeguare”, quello del 2011 di Eurolink – o quello a tre campate, che una precedente relazione affidata a una commissione di studio istituita presso il Ministero delle Infrastrutture (dal predecessore di Giovannini, Paola De Micheli), sembrava preferire.

Sembrava tutto delineato. Fino alla brusca frenata di Provenzano, il cui parere conta. L’ex ministro, infatti, è tuttora vicesegretario nazionale del Pd. E’ sulla “dissociazione” alta velocità-Ponte che Falcone trasecola: “Non è chiaro quale soluzione logistica consentirebbe di smontare i treni ad alta velocità a Villa San Giovanni, imbarcarli su traghetto e rimontarli a Messina – insiste l’assessore regionale di Forza Italia -. Non occorre essere degli esperti per capire che chi scinde l’alta velocità ferroviaria dalla necessità storica del Ponte dice una cosa senza senso. Al tempo del governo Conte II, assieme al presidente Musumeci incontrammo l’allora ministro Provenzano assieme al ministro De Micheli, per approfondire il tema del collegamento stabile sullo Stretto e delle infrastrutture in Sicilia. Proprio in quell’occasione, Provenzano si disse convinto dell’importanza strategica del Ponte, superando quel pregiudizio ideologico che forse oggi ha ripreso il sopravvento”.

Sulla questione, direttamente dal Forum Ambrosetti, interviene il segretario della Lega Matteo Salvini: “Anche il ponte sullo Stretto di Messina può essere il segno del genio e dell’ingegneria italiana. Sono soldi ben spesi per collegare l’Italia non solo alla Sicilia, ma al mondo. Un’opera i cui costi si ripagherebbero in tre anni. Potrebbe essere la stessa immagine che ha dato il ponte di Genova”.

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