Torna la didattica in presenza nei licei

In Sicilia riaprono nidi e scuole dell'infanzia. Il piano a scaglioni della Regione prevede altri step per elementari, medie e superiori

“Per garantire la continuità didattica a tutti gli studenti degli istituti superiori, ad oggi in DAD al 100% come da ultima ordinanza regionale, i dirigenti scolastici che rilevino la presenza di situazioni di particolare disagio per alcuni allievi od oggettive difficoltà organizzative, potranno consentire un ritorno alla didattica in presenza fino al limite del 25%, come indicato dal DPCM”. Lo ha scritto su Facebook l’assessore all’Istruzione, Roberto Lagalla. Il governo Musumeci aveva stabilito la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado sabato scorso, nell’ambito dell’ordinanza che sanciva il coprifuoco dalle 23 e il dimezzamento della capienza dei mezzi pubblici. Cioè prima che il decreto del presidente del Consiglio lasciasse ai presidi l’autonomia del 25% sulla didattica in presenza. A cui, adesso, si adegua anche la Sicilia.

Non prima, però, di aver consumato uno scontro feroce fra lo stesso Lagalla e Stefano Suraniti, responsabile dell’ufficio scolastico regionale. Il quale aveva contestato l’ordinanza del governo, criticandone lo scarso preavviso: “La decisione di sospendere le attività didattiche in presenza – aveva detto Suraniti – penalizza anche gli studenti con disabilità, più deboli e a rischio dispersione scolastica. Inoltre non permette lo svolgimento delle attività laboratoriali”. A quella esternazione lo stesso Lagalla rispose tromboneggiando: “Non può che richiamarsi l’estensore (Suraniti, ndr) al rispetto delle prerogative del decisore politico regionale e censurare comportamenti contrastanti con il principio di leale collaborazione istituzionale”. A distanza di qualche giorno, però, l’assessore ha fatto retromarcia. E si dimostra persino conciliante: “Ci tengo a ringraziare tutti dirigenti scolastici che, come sempre, dialogando proficuamente con le istituzioni, agevolano il superamento delle tante difficoltà connesse all’attuale pandemia e, con loro, tutti i docenti che, in queste ore, rinnovano il proprio impegno, con instancabile spirito di servizio”.

Zafarana e Campo (M5s): “Dal governo solo confusione”

“Nel tentativo di mettere una pezza, l’assessore Lagalla ha diramato una circolare che prova a chiarire, ma di fatto lascia allo sbaraglio i dirigenti scolastici”. Lo scrivono in una nota Stefania Campo e Valentina Zafarana, deputate del Movimento 5 Stelle -. Serve dare ai dirigenti la serenità per operare nell’ambito del 25% del DPCM nazionale anche per rispondere ai bisogni educativi di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali. Le famiglie di questi studenti chiedono a gran voce di non essere abbandonate dalle istituzioni. Musumeci quindi non vaneggi di leggi e leggine. Non serve una legge per mandare i ragazzi a scuola, serve un’apposita ordinanza che consenta ai dirigenti scolastici la giusta serenità per la scelta e la programmazione della didattica in presenza nella quota prevista dal DPCM del 24 ottobre”.

Cracolici, Pd: “La situazione sta sfuggendo di mano”

“Temo che in Sicilia il ‘sistema’ che ruota attorno alla scuola e che dovrebbe proteggere alunni ed insegnanti stia sfuggendo di mano. Perché il punto non è solo monitorare i ragazzi quando sono seduti ai loro banchi in classe, bisogna guardare a ciò che ruota attorno e che deve tutelare anche il personale scolastico: ci sono insegnati e studenti che in presenza di febbre o sintomi Covid sono a casa, ma nessuno va a fargli il tampone, e fino a quando non si accerta la loro positività gli istituti non possono sospendere le lezioni. Le USCA scolastiche non sono ancora partite perché manca il personale per le loro attività, e non sempre le regole si rispettano sui mezzi di trasporto utilizzati dai ragazzi. Insomma, così com’è questo sistema non regge”. Lo ha detto il parlamentare regionale del PD Antonello Cracolici, intervenendo in aula all’Ars. “Lo chiedo al governo regionale, ed in particolare all’assessore alla Pubblica Istruzione – ha proseguito Cracolici – la Sicilia è in grado di far funzionare le procedure di sicurezza sanitaria per tutelare la scuola dell’infanzia, primaria, e secondaria? Siamo davvero pronti a riaprire il 25% delle lezioni in presenza per le superiori, come ha dichiarato di voler fare Musumeci?”.

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