La cronaca racconta che Bernardette Grasso, vice presidente della Commissione regionale antimafia, “si è ritrovata a passare via whatsapp cinque nomi e un curriculum a un boss del calibro di Carmelo Vetro”. Lei, sentita dai magistrati, ha sostenuto di avere segnalato le assunzioni senza malizia: “Non sapevo che Vetro fosse un mafioso”. Bene. Se la vice presidente non ha capito granché della mafia e casca nella rete di un boss col candore di una sonnambula, vogliamo chiederci quale funzione ha avuto questa ampollosa commissione antimafia? Corruzione e malaffare, negli ultimi anni, anziché diminuire sono aumentati. La prevenzione, da parte della politica, non c’è stata. Il coperchio sui tanti scandali della Regione l’ha sollevato la procura di Palermo. Dire che il “tribunalino” dell’Ars presieduto da Antonello Cracolici non è servito a nulla è forse una bestemmia?