Machiavelli ci insegnò l’esercizio della Realpolitik. Bismarck la diplomazia del ferro e del sangue. Churchill l’eloquenza nei momenti bui. E ora, finalmente, dall’Italia del XXI secolo ci giunge una lezione di Elly Schlein così raffinata, così sottilmente geniale, che le generazioni future studieranno con reverenziale stupore: l’Arte del Chiarimento Infinito. Negli ultimi due anni ella, cioè Elly, ha chiamato il governo a riferire in Aula e ha chiesto chiarimenti in esattamente diciotto occasioni. Dai missili per l’Ucraina fino alle questioni della sicurezza, dai dazi del 2025 fino, l’altro ieri, alla crisi in Groenlandia. Tutte le questioni più importanti della nostra epoca. Meloni chiarisca. Il fatto che si chiedano spiegazioni senza mai dire cosa si vorrebbe che il governo facesse, o senza dire cosa si sarebbe fatto al posto del governo, è un dettaglio trascurabile. Al contrario, il genio, cari lettori, sta proprio nella scoperta che chiedere chiarimenti sui dazi, sull’Ucraina o sulla Groenlandia occupa esattamente lo stesso spazio mediatico di avere idee in proprio sui dazi, sull’Ucraina o sulla Groenlandia. Ma con un dispendio energetico infinitamente minore. Non c’è infatti bisogno di studiare, consultare esperti, o perdere tempo in quelle faticose attività che vanno sotto il nome di pensare. Non è neanche necessario avere un’idea. Basta chiedere chiarimenti. Non c’è probabilmente modo migliore di non dire nulla, se non quello di occupare il tempo chiedendo ad altri di dire qualcosa. I vantaggi sono enormi. Primo: si appare tremendamente impegnati e i giornali scrivono duro attacco di Schlein. Secondo: non si rischia mai di sbagliare, per esempio prendendo posizione a favore o contro l’invio di truppe italiane in Groenlandia o in Ucraina. Continua su ilfoglio.it


