L’unica antimafia è ristabilire l’ordine: 10 consigli a Lagalla

Roberto Lagalla è stato assessore regionale all'Istruzione e alla Formazione professionale nel governo di Musumeci

“Io non perdo mai.
O vinco, o imparo”
(Nelson Mandela).

Ha vinto. Senza se e senza ma. Verrebbe da dire: “È la Democrazia, bellezza!”. O, forse, sarebbe meglio dire: “È la bellezza della Democrazia”.

Gli invidiosi diranno che tutto ciò è il frutto di intese occulte e non trasparenti che – da sempre – hanno afflitto Palermo e la sua incompiuta urbanità. Gli ottimisti diranno, viceversa, che l’odierna vittoria è la pura risultanza della volontà del popolo palermitano di cambiare uno sciagurato destino.

Non saprei dirvi chi, tra i due schieramenti abbia ragione.

Ciò che posso, con certezza, affermare è che il Sindaco uscente – grazie al suo modo cieco di governare Palermo – è riuscito in una impresa quasi impossibile: quella di rinsaldare il fronte di coloro che pensano che “qualsivoglia soluzione” sia meglio di un’antimafia ipocrita e parolaia. Da qui il voto compatto per un cambiamento “whatever il takes” (avrebbe detto il Presidente Draghi).

Detto questo, proviamo a suggerire al nuovo Primo Cittadino alcune semplici ed urgenti misure che possono riportare la città ad una dimensione minima di amministrazione e di civile socialità condivisa.

1. Indizione di uno speciale Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che ristabilisca un’azione di prevenzione e controllo nella città: sulla sicurezza e l’ordine si gioca il futuro sociale e turistico.
2. Creazione di un Commissario Straordinario per le aree cimiteriali con facoltà di agire in urgenza.
3. Verifica scrupolosa dei bilanci, soprattutto alla luce dell’inchiesta della Procura che ha ipotizzato la loro falsificazione per almeno un quinquennio.
4. Verifica della entità del patrimonio immobiliare del Comune e degli affitti pagati ai privati per gli immobili attualmente utilizzati.
5. Verifica degli appalti relativi al movimento terra e cemento armato in fase di esecuzione nella città (soprattutto in ciò che attiene ai sub-appalti e al rispetto delle date di scadenza esecutiva delle opere).
6. Risoluzione immediata di tutti quei contratti di fornitura di servizi dei privati o delle aziende che non abbiano ottemperato alla prestazione e loro sostituzione.
7. Licenziamento in tronco dei dipendenti comunali (o di società comunque collegate) che siano colti in flagrante o quasi-flagrante omissione del loro compito.
8. Attribuzione ai privati del rifacimento delle strade e di tutta la segnaletica (in special modo quella orizzontale per la tutela dei pedoni).
9. Agevolare – al più presto – l’opera dell’Autorità Portuale di Palermo per il completamento del progetto e lo spostamento del traffico merci nell’area di Termini Imerese.
10. Creazione di un parcheggio multipiano interrato ed un centro commerciale di superficie nell’immensa area attualmente occupata dal diruto e pericolante ex IPAB “Santa Lucia” (zona Politeama).

Lo so. Si tratta di un programma di primo intervento assai impegnativo. Ma l’idea di Nelson Mandela che ho trascritto in epigrafe può aiutare a vincere la sfida. Sempre avendo bene in chiaro il principio secondo cui senza ordine sociale e sicurezza non può esistere alcuna amministrazione del territorio. È questa l’unica, vera e sola antimafia…

Lorenzo Matassa :

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