Il centrodestra sciolga subito il nodo della candidatura alla presidenza della Regione Siciliana, senza aspettare gli ultimi mesi prima del voto. Da Washington, Giorgio Mulè sollecita la coalizione ad anticipare le scelte e a definire al tavolo nazionale i candidati per le prossime sfide elettorali. Un richiamo che il vicepresidente della Camera estende esplicitamente alla Sicilia: «Il tempo è adesso, l’ho detto e lo ripeto: vale per Palermo, vale per la Sicilia, vale per Milano, vale per Roma, vale per Napoli».

L’occasione è il talk «Sicilia, la maledizione della Grande Bellezza», organizzato nell’ambito della quarta edizione degli Italpress Awards, il riconoscimento promosso dall’agenzia di stampa Italpress. Nel dialogo con il vicedirettore de La Sicilia, Mario Barresi, l’esponente di Forza Italia mette al centro la necessità di affrontare subito il tema delle candidature. Il centrodestra, avverte, «non può arrivare a ridosso delle elezioni tre o quattro mesi prima».

La questione dei candidati si lega a quella della qualità della classe dirigente. Incalzato sulle responsabilità dei ritardi dell’isola, Mulè rivendica il ruolo della politica nella selezione degli uomini, insieme al dovere di rispondere dei risultati: «Io rivendico alla politica la responsabilità di dover scegliere e di dover indicare gli uomini. Se la politica ha indicato gli uomini sbagliati, è la politica che se ne assume la responsabilità, perché ha fallito nel ruolo guida che dovrebbe avere».

È su questo terreno che il confronto sulle prossime Regionali incontra quello sulle prospettive di sviluppo della Sicilia. «Bisogna andare oltre, liberarsi della gabbia geografica, fare della Sicilia la Singapore del Mediterraneo», sostiene il vicepresidente della Camera. Una visione nella quale la posizione dell’isola diventa un’opportunità per rafforzarne il ruolo nei rapporti tra Europa e Africa.