Romano al giudice: il centrodestra si scusa

Da sinistra, il leader del Cantiere Popolare, Saverio Romano, e il presidente della Regione Nello Musumeci

Una nuova presa di distanza, addirittura all’interno del centrodestra, rispetto alle parole pronunciate ieri da Nello Musumeci nei confronti della presidente della terza sezione del Tar di Palermo, Maria Cristina Quiligotti. Porta la firma del leader del Cantiere Popolare, Saverio Romano, che condanna le parole del governatore: “Gentile Presidente – esordisce l’ex ministro sui social, riferendosi alla Quiligotti – mi permetta di porgerLe le mie più sincere scuse e quelle di gran parte di elettori, militanti e dirigenti del centrodestra per le accuse e gli insulti che Ella ha ricevuto da questa parte politica. Il rispetto della magistratura e delle sue decisioni è un architrave dello Stato di diritto, ed è anche un punto di riferimento per coloro che, impegnati in politica, hanno forte il senso delle istituzioni. La politica tornerà ad essere autorevole quando darà fiducia ed avrà fiducia per i comportamenti e per gli esempi, che sono molto più importanti di mille parole. Sono sicuro che Ella vorrà considerare l’accaduto come una brutta giornata da dimenticare, nella speranza che i rapporti tra la Sua istituzione e la Regione Siciliana possano tornare ad essere sereni e rispettosi”.

Ieri Musumeci era andato all’attacco della magistratura, ritenendo che la sospensiva del Tar, rispetto all’ordinanza dei migranti impugnata da Conte & co,, fosse una diretta conseguenza delle “simpatie” della giudice Quiligotti: “I fatti sono noti – aveva esordito Musumeci in un video -. Il governo ha impugnato la nostra ordinanza, lo ha fatto al Tar con un magistrato che non appare al di sopra di ogni sospetto. Qualcuno dice, ma è una “malalingua”, che è stato consulente del presidente Zingaretti che è il capo del partito più importante al Governo”. Il riferimento è a una nomina della Quiligotti tra i “saggi della Regione Lazio per la semplificazione normativa”. “Noi andiamo avanti – ha aggiunto il governatore -, perché al di là dei marchingegni e dei bizantinismi giuridici noi siamo convinti di essere dalla parte della ragione. Stiamo combattendo una battaglia di civiltà a difesa della salute di chi si trova in Sicilia. Non soltanto dei siciliani, ma anche di quei migranti che vengono trattati come se fossero oggetto da speculazione e invece sono esseri umani sui quali finora i buonisti, i preti spretati, i cosiddetti volontari che si battono i pugni sul petto si sono sempre voltati dall’altra parte”.

“Finalmente abbiamo denunciato un’amara realtà, ma di fronte a questa denuncia il Governo nazionale fa finta di non capire e utilizza i magistrati compiacenti – ripete Musumeci -. Noi andiamo avanti e non ci fermiamo. Roma lo sappia. Se ne sono capaci, vincano questa battaglia. Ma la vincano con la forza della ragione, non con la ragione della forza”. Secondo l’Associazione nazionale magistrati amministrativi (Anma) le parole di Musumeci “hanno già superato il limite di una critica tecnica nel merito, giuridica, e hanno assunto toni inaccettabili e da rispedire al mittente”.

Anma: “La Quiligotti ha servito anche Calderoli”

Per Fabio Mattei, presidente Anma (associazione nazionale magistrati amministrativi), “attaccare personalmente un giudice per una decisione non condivisa, mettere in discussione la sua autonomia è grave, perché così si contesta alla base l’indipendenza stessa della giustizia. La dottoressa Quiligotti – continua il presidente Anma – è una servitrice dello Stato, ed è stata in passato consulente giuridica e tecnica in modo trasversale, anche del ministro della Lega Calderoli, per fare un solo esempio, come spesso succede ai magistrati che offrono la loro ‘scienza e conoscenza’ per il buon funzionamento della pubblica amministrazione”.

Lupo (Pd): “Deriva leghista del governo regionale”

“Di fronte alla decisione del Tar di sospendere la sua ordinanza-farlocca sugli Hotspot, la reazione di Musumeci è scomposta, arrogante: commenta il provvedimento di un Tribunale dello Stato facendo riferimento ad ‘intimidazioni’, usa parole inaccettabili nei confronti della magistratura parlando di ‘macchina infernale del potere’, per non parlare del modo in cui commenta alcune prese di posizione del mondo ecclesiastico. E questo sarebbe lo stesso presidente della Regione che si è sempre vantato di avere ‘rispetto per le istituzioni’?”. Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo del PD all’Ars. “A forza di frequentare Salvini, Musumeci ne sta prendendo tutte le peggiori abitudini, ad iniziare da un linguaggio che poco si addice al ruolo che occupa. Assistiamo ad una pericolosa e preoccupante deriva leghista del governo regionale – prosegue Lupo – che ormai utilizza quotidianamente il tema dei migranti in maniera strumentale, proponendo false soluzioni del tutto inattuabili”.

“Musumeci – gli ha fatto eco il collega Cracolici – non è capace di governare e si occupa solo di fumogeni: adesso si è inventato il giudice-comunista per giustificare il suo fallimento. Ora basta! Spieghi piuttosto ai siciliani perché non dà attuazione agli aiuti approvati ai primi di maggio, dal momento che ancora nemmeno si sa quando saranno erogati”.

Fava (Cento Passi): “Musumeci fa come Mussolini”

“Musumeci si è convinto che l’unica risposta al virus sia prendersela con i migranti, con il governo, con il Viminale e adesso anche con il Tar…”Molti nemici molto onore”, diceva Benito. Ma lui parlava di guerra, di inglesi e americani, non del Covid-19″. Lo dichiara Claudio Fava, Presidente della Commissione regionale antimafia.

Paolo Mandarà :Giovane siciliano di ampie speranze

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