Musumeci spalma la kermesse di Palermo

Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, tenta di controllare la variante Omicron imponendo il rigore

Non sarà una kermesse in grande stile, con bagno di folla e applausi festanti, come quella preannunciata qualche settimana fa per l’11-12 giugno ai Cantieri della Zisa (poi cancellata a causa delle restrizioni Covid e di qualche mal di pancia all’interno della maggioranza). Bensì di un progetto itinerante, più di basso profilo, perché i cittadini “possano conoscere quali punti programmatici sono stati raggiunti e quali ancora devono essere conseguiti”. Ad annunciarlo è stato il governatore Nello Musumeci, sui social. Più che una Leopolda, un giro in camper per la Sicilia. La prima tappa è quella di Palermo, dove l’attività di tre anni e mezzo di governo verrà passata in rassegna sabato 26 giugno, nella Chiesa di Santa Maria dello Spasimo. Ci saranno gli assessori (probabilmente) e anche le slides, per presentare il conto del lavoro fatto e di quello ancora da svolgere. Senza alcuna omissione, si spera.

La decisione di spalmare l’evento in più puntate, è sintomo della necessità del presidente della Regione di rallentare sull’ufficializzazione della propria ricandidatura a palazzo d’Orleans. Prima vanno presentati i risultati dell’esecutivo: “Migliaia di lavoratori non più precari, pianificazione territoriale finalmente completata in settori strategici (come i rifiuti), miliardi di investimenti e centinaia di cantieri. – scrive Musumeci – C’è ancora molto da fare, ma è giusto che sia chiaro ad ogni siciliano quanto duro lavoro abbia fatto il nostro governo per rimettere in moto una macchina amministrativa ferma da anni. Ci sarà tempo per parlarne, in ogni provincia e con tutti. Il valore della conoscenza è la pre-condizione per formarsi un’opinione. E l’opinione dei cittadini resta la più importante per ogni amministratore pubblico”. Ma vanno convinti anche i partiti della coalizione i governo, che sull’esperienza di Musumeci hanno più di qualche riserva.

Ieri, da Cefalù, il presidente della Regione ha chiesto altro tempo. “Lasciateci lavorare, dateci la possibilità di pianificare e raggiungere gli obiettivi, senza fare più demagogia. Io sono stanco di dire ‘faremo’, ‘realizzeremo’. Ci vedremo quando avremo realizzato quello che è nei nostri programmi. L’importante è che non ci sia pregiudizio, acredine. Lasciate lavorare questo governo della Regione che lentamente sta dando alla Sicilia quello che aspettava da 40 anni”. E infine: “Alcune cose le facciamo nella prima legislatura, altre nella seconda. Dateci il tempo”.

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