Palermo, città perduta

Il capogruppo dei Coraggiosi in Consiglio comunale, Fabrizio Ferrandelli e il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando

Palermo è una città bloccata. Dopo gli annosi problemi legati ai rifiuti e al trasporto pubblico, e alla paralisi di alcune opere come il collettore fognario e il passante ferroviario, l’ultima tegola potrebbe arrivare da una norma inserita nel “decreto crescita” del governo Conte, che prevede di ritirare i 300 milioni del “Patto per Palermo”, relativi a progetti non ancora esecutivi o aggiudicati. Sarebbe una grave perdita, ma ciò che preoccupa maggiormente Fabrizio Ferrandelli, leader dell’opposizione a palazzo delle Aquile, è “la grave arroganza che attanaglia la giunta”. Un’arroganza che ha mandato in tilt il sindaco Leoluca Orlando e, a ruota, l’assessore alla Mobilità, Giusto Catania. Durante l’ultimo assestamento di Bilancio, infatti, l’opposizione ha fatto saltare quasi 2 milioni destinati ad Amat – l’azienda del trasporto pubblico – che sarebbero serviti (anche) a istituire le navette aggiuntive e far partire la sperimentazione della ztl notturna. Sia Orlando che Catania, inoltre, sono destinatari di una mozione di sfiducia: quella indirizzata al primo cittadino è stata promossa dal Movimento 5 Stelle e fin qui ha raccolto 9 firme (ne occorrono 16).

Consigliere, perché non ha ancora firmato la mozione su Orlando?

“Perché non ho alcuna intenzione di rafforzarlo. La città sa da che parte sto, non ho certo bisogno di apporre la firma su una mozione farlocca”.

Perché farlocca?

“Una mozione di sfiducia contro il sindaco, se ti va bene, puoi presentarla una volta nell’arco di una legislatura. In questo momento i colleghi dei Cinque Stelle sono lontani dalle 16 firme e, una volta ottenute, non potremmo mai avere l’ambizione di raggiungere le 23 che servono in aula per farla passare. A mio modo di vedere, a due settimane dal rimpasto e all’indomani dalla formazione di un nuovo gruppo consiliare, è un errore. Perché in questo modo, anziché sgretolare la maggioranza, si rischia di ricompattarla. E ci si priva di un’arma che potrebbe tornare utile in futuro”.

Catania è un bersaglio più facile?

“Può essere un test per verificare la tenuta della coalizione del sindaco. L’ho già depositata, e può essere ripresentata tutte le volte che si vuole”.

Quindi i Cinque Stelle sbagliano o perseverano?

“Penso abbiano peccato d’inesperienza e di scarsa conoscenza delle tecniche d’aula. Siccome io non sono un principiante, tanto meno un qualunquista o un populista, non cado in questo tranello. Anzi, suggerisco loro di non fare questo regalo a Orlando e di attendere che i tempi siano più maturi”.

Perché parla di amministrazione arrogante?

“E’ venuto meno il dialogo con le parti sociali, e persino con il Consiglio comunale. E’ crollato, cioè, un principio di funzionamento istituzionale. Il sindaco mantiene un atteggiamento dispotico anche nei confronti della sua maggioranza. Dice di ascoltare tutti, ma poi decide da solo”.

Qual è la maggiore criticità di Palermo?

“I conti, in primis. E l’incapacità di spendere i fondi comunitari”.

Se saltano i 300 milioni del Patto per Palermo, saltano le nuove linee di tram che lei ha sempre osteggiato (un’opera che vale 198 milioni). Non dovrebbe essere contento?

“Già, dovrei. Il tram l’ho sempre ritenuto un’opera insostenibile dal punto di vista finanziario per le casse del Comune e dell’Amat. Ma erano somme che si sarebbero potute rimodulare, ad esempio, per altre forme di mobilità sostenibile. Sapevo che sarebbe andata così. L’Amministrazione è ancora in tempo per valutare le mie proposte, che sono più economiche e meno impattanti”.

Il Consiglio comunale ha appena “tagliato” in fase di assestamento 1,8 milioni per i trasporti.

“E’ stato un grande schiaffo. Abbiamo dimostrato all’assessore Catania che se arriva al braccio di ferro con il Consiglio comunale, perde. Prima di presentare la mozione, gli ho chiesto più volte di venire in aula e confrontarsi sul piano di mobilità generale. Il nostro piano urbano del traffico è scaduto due anni fa e, dall’altra parte, non abbiamo un piano urbano di mobilità sostenibile. La legge regionale prevede, inoltre, che ogni modifica della ztl debba passare da un apposito regolamento in Consiglio comunale. Ma sia Catania che il sindaco se ne fregano. Se non accettano il confronto con noi, e insisteranno ad andare avanti con una semplice manovra di giunta, Fabrizio Ferrandelli sarà il primo ricorrente al Tar”.

Spieghiamo meglio. Il taglio dei due milioni influisce sulle navette aggiuntive che avrebbero permesso di avviare la sperimentazione della ztl notturna a partire dal 13 dicembre. Senza, non si parte?

“Sarebbe da sprovveduti. Lo ripeto: se Catania insiste col braccio di ferro, sbaglia. Se è disponibile a discutere, noi siamo qua per questo. Non pretendo che debba passare la mia posizione. Sulla ztl possiamo trovare un compromesso: ad esempio attivarla nei weekend dalle 23.30, salvaguardando cene e aperitivi. In questo modo i residenti sanno che a quell’ora le macchine spariscono e possono dormire tranquilli. Ma queste cose si fanno col dialogo e contemplando le esigenze di più parti. Non si può amministrare una città andando contro una parte di essa”.

Capitolo monnezza. I tempi per la consegna della settima vasca di Bellolampo rischiano di slittare al 2021. Se così fosse, anche il prossimo anno la Rap sarà costretta a conferire i rifiuti in altre discariche. E questa operazione potrebbe costare 30 milioni. Dove si trovano i soldi?

“La legge è chiara: il servizio è carico del contribuente. Non c’è altra formula che l’aumento della Tari. E i palermitani già pagano una delle tasse più alte d’Europa a fronte del servizio peggiore. Ma bisognerebbe partire dalle basi: il contratto di servizio di Rap è scaduto ad agosto”.

Non serviva lo stop al “Patto per Palermo” per capire che anche le opere pubbliche sono un problema.

“Quelle esistenti, come dimostrano i ritardi dei lavori dell’anello e del raddoppio ferroviario, sono fuori controllo. Mentre la nuova progettazione non parte nemmeno. Ma non dimentichiamoci che anche i cimiteri sono offlimits, che lo svincolo di Roccella doveva essere aperto da tre anni ed è bloccato. E’ un’Amministrazione che non sta in capo a nulla, hanno perso il controllo”.

Eppure la rappresentazione di Orlando è un’altra. E’ la Palermo capitale della cultura. Una meta turistica in espansione.

“Orlando è un sindaco che si occupa soltanto di ciò che gli dà piacere e di tematiche di rilevanza nazionale. Penso ai poveri bambini che stanno sulle navi e di cui chiede lo sbarco – criteri che in linea di principio sono condivisibili – ma è da 18 mesi che non paga le cooperative locali che li assistono appena sbarcati. E’ un comportamento schizofrenico”.

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